Autrice: Maria Claudia Sarritzu
Titolo: Resilienza
Casa editrice: Triskell Edizioni
Genere: Contemporary Romance
Trama
Ma quando, per superare un esame, viene costretta insieme ai suoi colleghi a prestare servizio presso il Glasgow Mental Hospital, le sue incrollabili certezze cominciano a vacillare. I pazienti ricoverati all’interno della struttura sono infatti ragazzi che, in seguito a un evento traumatico, hanno sviluppato comportamenti patologici. Creature fragili, apparentemente annientate dalla vita e incapaci di reagire alle avversità.
È qui che Athena conosce River, un giovane ombroso e schivo che rifiuta di parlare, comunicando solo attraverso un sintetizzatore vocale.
Per penetrare il suo muro di silenzio, Athena sarà costretta a mettersi in discussione, scoprendo che la vera resilienza non consiste nel fuggire dal dolore, ma nel viverlo fino in fondo, abbracciando le proprie fragilità e imparando a trasformarle in punti di forza.
Copia omaggio gentilmente fornita da Triskell Edizioni in cambio di una recensione onesta
RECENSIONE
Cari lettori,
ho letto un libro uscito da pochissimi giorni e sono qui per parlarvene. Si tratta di Resilienza di Maria Claudia Sarritzu, edito Triskell Edizioni, un romanzo che mi ha portata nella vita di Athena.
È una giovane donna che, fin da piccola, ha fatto i conti con un nome importante ed impegnativo. Ha sempre dovuto impersonare un ideale di forza e indipendenza; è cresciuta con l'idea di essere resiliente, un termine che usa per definire se stessa.
ho letto un libro uscito da pochissimi giorni e sono qui per parlarvene. Si tratta di Resilienza di Maria Claudia Sarritzu, edito Triskell Edizioni, un romanzo che mi ha portata nella vita di Athena.
È una giovane donna che, fin da piccola, ha fatto i conti con un nome importante ed impegnativo. Ha sempre dovuto impersonare un ideale di forza e indipendenza; è cresciuta con l'idea di essere resiliente, un termine che usa per definire se stessa.
È un'alunna modello della facoltà di medicina, condivide la camera con suo fratello e trascorre le giornate con gli amici. Ha trovato un equilibrio che le consente di eccellere nelle materie di studio e di aggiudicarsi il titolo di migliore studentessa. Inaspettatamente, un professore affida il compito di aiutare i ragazzi ospitati al Glental, un ospedale psichiatrico. Ogni studente farà da tutor per offrire supporto ai pazienti. Ciò dovrebbe servire per fare un'esperienza concreta, ma soprattutto per affinare la propria sensibilità nei confronti altrui.
Athena scopre di essere in coppia con River, un ragazzo che non parla. Avvicinarsi a lui è più difficile di quanto pensasse: egli la respinge e si chiude in un silenzio assordante. L'unico mezzo di comunicazione che usa è un ripetitore multimediale, che gli permette di tradurre in suoni la sua disapprovazione per il progetto. Athena è disposta a tutto pur di riuscire a portare a termine egregiamente il compito: niente la separerà dal massimo punteggio. Tuttavia, si accorge che non è di un semplice test; questa prova richiede energie, determinazione e sensibilità, perché non si tratta di un voto, ma di aiutare una persona in difficoltà. Per farlo, dovrà abbattere i muri eretti da se stessa e poi quelli innalzati da River.
Athena è esuberante ed energica; la sua vera personalità si nasconde dietro a strati di perfezionismo. In realtà, è emotiva e segnata da eventi tragici, che fatica ad accettare. Non li ha mai elaborati; è stato più immediato rifugiarsi dietro alla corazza della "resilienza", per come lei intende questo termine. Mi è piaciuta la sua crescita interiore, perché passo dopo passo capisce l'importanza dei sentimenti.
River è taciturno, ombroso e arrogante. Anche lui si cela dietro a una maschera di egoismo e maleducazione per non permettere al mondo di scoprire i suoi punti deboli. La sua armatura sembra impenetrabile; all'inizio i due non vanno d'accordo, solo col tempo e la pazienza riescono a capirsi e, allora, si scoprono affini.
Vicino a loro ci sono altri personaggi molto particolari: Lex, il fratello della protagonista, che ha un'amica immaginaria; Liam con la sua ossessione per la morte e Jimmy che si batte per i Diritti dei Biondi. Ho conosciuto altre figure originali, attraverso la narrazione in prima persona secondo il punto di vista di Athena.
Pur non essendoci il POV maschile, ho trovato la vicenda completa e non carente di dettagli. Ho letto questo libro in pochi giorni, ma non posso dire che sia stato particolarmente scorrevole e ora vi spiego perché.
Appena l'ho iniziato, ho percepito una ventata di aria fresca: lo stile brillante mi ha scossa. Situazioni insolite, battute simpatiche, personaggi unici... Non mi aspettavo di trovare una scrittura così vitale.
Andando avanti, però, quello che sembrava essere un punto di forza si è trasformato in una pecca. Per me, il racconto è stato appesantito da ripetizioni monotone e da discorsi non necessari allo svolgimento. Avete presente il detto: "Il troppo stroppia"? Ecco, mi sono ritrovata più volte a pensarlo. In un primo momento mi piacevano le discussioni accese, le trovavo divertenti e innovative. Proseguendo, mi sono sembrate eccessive, specialmente quando si frapponevano ai discorsi importanti. È stato come se questi attimi avessero rallentato il ritmo al momento del decollo, non consentendogli di aumentare.
Un altro dettaglio che non mi ha entusiasmata è l'incoerenza tra l'età dei personaggi e i rispettivi comportamenti. Tutti sono caratterizzati da tratti distintivi autentici, eppure ho reputato infantile il loro modo di agire. Frequentano l'università, dunque presumo abbiano almeno vent'anni. I loro comportamenti li avrei attribuiti a una fascia d'età adolescenziale, indicativamente tra i sedici e i diciassette anni. Sembrano pochi anni, ma la differenza è abissale.
In generale, ho percepito un senso di pesantezza e un eccesso che mi ha fatta crogiolare in determinate dinamiche a lungo. Ad un certo punto non avevo un vero e proprio stimolo a proseguire. Sarò sincera: ho pensato di abbandonare la lettura. Ma è una cosa che non faccio mai, pertanto ho trovato un motivo per finire il romanzo.
Sono fermamente convinta che ogni lettura sappia regalare degli insegnamenti utili, anche quelle che ci convincono di meno. Sono ripartita con l'intento di scovare tutti i lati positivi di questo libro e ci sono riuscita. Quindi, dopo avervi spiegato gli aspetti meno convincenti, adesso mi concentrerò su quelli migliori.
Innanzitutto la storia è originale. Non è una di quelle vicende sentire e risentire, in cui i fatti diventano scontati. Qui, c'è un'attenzione per i dettagli non indifferente. Ciò che mi ha maggiormente colpita sono le tematiche trattate. Mi sono chiesta a lungo cosa fosse "normale" e cosa no, quanto la società odierna condizione tale definizione e quanto sia, invece, frutto delle mie convinzioni. Il lettore si trova davanti a attitudini insolite che, anche se possono sembrare divertenti, nascondono un disagio. I traumi non elaborati portano la mente a riversare il dolore attraverso abitudini che danno sicurezza.
Athena scopre di essere in coppia con River, un ragazzo che non parla. Avvicinarsi a lui è più difficile di quanto pensasse: egli la respinge e si chiude in un silenzio assordante. L'unico mezzo di comunicazione che usa è un ripetitore multimediale, che gli permette di tradurre in suoni la sua disapprovazione per il progetto. Athena è disposta a tutto pur di riuscire a portare a termine egregiamente il compito: niente la separerà dal massimo punteggio. Tuttavia, si accorge che non è di un semplice test; questa prova richiede energie, determinazione e sensibilità, perché non si tratta di un voto, ma di aiutare una persona in difficoltà. Per farlo, dovrà abbattere i muri eretti da se stessa e poi quelli innalzati da River.
Mi fido delle cose scientificamente certe. Mi fido del corpo umano e non delle emozioni. Le emozioni sfalsano un ipotetico risultato, facendo precipitare la persona nell’irrazionalità.
Athena è esuberante ed energica; la sua vera personalità si nasconde dietro a strati di perfezionismo. In realtà, è emotiva e segnata da eventi tragici, che fatica ad accettare. Non li ha mai elaborati; è stato più immediato rifugiarsi dietro alla corazza della "resilienza", per come lei intende questo termine. Mi è piaciuta la sua crescita interiore, perché passo dopo passo capisce l'importanza dei sentimenti.
River è taciturno, ombroso e arrogante. Anche lui si cela dietro a una maschera di egoismo e maleducazione per non permettere al mondo di scoprire i suoi punti deboli. La sua armatura sembra impenetrabile; all'inizio i due non vanno d'accordo, solo col tempo e la pazienza riescono a capirsi e, allora, si scoprono affini.
Vicino a loro ci sono altri personaggi molto particolari: Lex, il fratello della protagonista, che ha un'amica immaginaria; Liam con la sua ossessione per la morte e Jimmy che si batte per i Diritti dei Biondi. Ho conosciuto altre figure originali, attraverso la narrazione in prima persona secondo il punto di vista di Athena.
Pur non essendoci il POV maschile, ho trovato la vicenda completa e non carente di dettagli. Ho letto questo libro in pochi giorni, ma non posso dire che sia stato particolarmente scorrevole e ora vi spiego perché.
Ognuno di noi ha un bagaglio che si trascina dietro con fatica. Quando lo apri, quando scopri cosa c’è dentro, conosci davvero la persona a cui appartiene. Scopri i suoi trascorsi, cosa ha vissuto, le sue gioie e le sue sofferenze.
Appena l'ho iniziato, ho percepito una ventata di aria fresca: lo stile brillante mi ha scossa. Situazioni insolite, battute simpatiche, personaggi unici... Non mi aspettavo di trovare una scrittura così vitale.
Andando avanti, però, quello che sembrava essere un punto di forza si è trasformato in una pecca. Per me, il racconto è stato appesantito da ripetizioni monotone e da discorsi non necessari allo svolgimento. Avete presente il detto: "Il troppo stroppia"? Ecco, mi sono ritrovata più volte a pensarlo. In un primo momento mi piacevano le discussioni accese, le trovavo divertenti e innovative. Proseguendo, mi sono sembrate eccessive, specialmente quando si frapponevano ai discorsi importanti. È stato come se questi attimi avessero rallentato il ritmo al momento del decollo, non consentendogli di aumentare.
Un altro dettaglio che non mi ha entusiasmata è l'incoerenza tra l'età dei personaggi e i rispettivi comportamenti. Tutti sono caratterizzati da tratti distintivi autentici, eppure ho reputato infantile il loro modo di agire. Frequentano l'università, dunque presumo abbiano almeno vent'anni. I loro comportamenti li avrei attribuiti a una fascia d'età adolescenziale, indicativamente tra i sedici e i diciassette anni. Sembrano pochi anni, ma la differenza è abissale.
In generale, ho percepito un senso di pesantezza e un eccesso che mi ha fatta crogiolare in determinate dinamiche a lungo. Ad un certo punto non avevo un vero e proprio stimolo a proseguire. Sarò sincera: ho pensato di abbandonare la lettura. Ma è una cosa che non faccio mai, pertanto ho trovato un motivo per finire il romanzo.
Sono fermamente convinta che ogni lettura sappia regalare degli insegnamenti utili, anche quelle che ci convincono di meno. Sono ripartita con l'intento di scovare tutti i lati positivi di questo libro e ci sono riuscita. Quindi, dopo avervi spiegato gli aspetti meno convincenti, adesso mi concentrerò su quelli migliori.
Innanzitutto la storia è originale. Non è una di quelle vicende sentire e risentire, in cui i fatti diventano scontati. Qui, c'è un'attenzione per i dettagli non indifferente. Ciò che mi ha maggiormente colpita sono le tematiche trattate. Mi sono chiesta a lungo cosa fosse "normale" e cosa no, quanto la società odierna condizione tale definizione e quanto sia, invece, frutto delle mie convinzioni. Il lettore si trova davanti a attitudini insolite che, anche se possono sembrare divertenti, nascondono un disagio. I traumi non elaborati portano la mente a riversare il dolore attraverso abitudini che danno sicurezza.
Perché Lex ha un'amica immaginaria?
Perché Timmy difende coloro che hanno i capelli biondi e Liam teme di morire?
E ancora, perché Athena sopprime le emozioni in nome della resilienza?
Le risposte emergeranno nel corso della vicenda, ognuno ha un vissuto particolare che lo porta a rifugiarsi in una comfort zone. La protagonista elimina i sentimenti per avere la sua vita sotto controllo. La razionalità diventa la sua migliore amica, mentre fugge dall'emotività.
Aiutando River, aiuta anche se stessa e presto capisce di essere legata a lui. Ciò che nasce tra di loro è un rapporto genuino e profondo. Sono l'una la forza dell'altro. Entrambi diffidenti e feriti, devono risolvere i loro problemi interiori per poi aprirsi all'altro serenamente. Questo è un amore che nasce lentamente, dentro a una clinica tra stranezze, silenzi e girasoli. E proprio come i girasoli che si voltano verso la luce del sole, River troverà la forza di non abbattersi voltandosi verso Athena.
Nelle note finali, l'autrice scrive che la definizione di Resilienza non è: "Potete farcela, siete forti e resilienti". Ma è: "Chiedete aiuto, non vergognatevene."
Ci tengo a usare proprio le sue parole perché le trovo perfette per esprimere questo concetto. Spesso siamo abituati a mostrarci imbattibili, ma non c'è niente di male ad ammettere le proprie debolezze e ad analizzarle con l'aiuto degli specialisti. La sofferenza non va sottovalutata, ma deve essere onorata come ogni emozione.
Intraprendere un percorso finalizzato al benessere mentale è ancora un tabù, ma ho la speranza che presto venga considerato per quello che è: normale. La stessa speranza l'ho provata arrivando alla fine del libro. Una volta raggiunte le ultime battute, ho ripensato al viaggio intrapreso con questo romanzo e sono stata felice di averlo proseguito.
Aiutando River, aiuta anche se stessa e presto capisce di essere legata a lui. Ciò che nasce tra di loro è un rapporto genuino e profondo. Sono l'una la forza dell'altro. Entrambi diffidenti e feriti, devono risolvere i loro problemi interiori per poi aprirsi all'altro serenamente. Questo è un amore che nasce lentamente, dentro a una clinica tra stranezze, silenzi e girasoli. E proprio come i girasoli che si voltano verso la luce del sole, River troverà la forza di non abbattersi voltandosi verso Athena.
Nelle note finali, l'autrice scrive che la definizione di Resilienza non è: "Potete farcela, siete forti e resilienti". Ma è: "Chiedete aiuto, non vergognatevene."
Ci tengo a usare proprio le sue parole perché le trovo perfette per esprimere questo concetto. Spesso siamo abituati a mostrarci imbattibili, ma non c'è niente di male ad ammettere le proprie debolezze e ad analizzarle con l'aiuto degli specialisti. La sofferenza non va sottovalutata, ma deve essere onorata come ogni emozione.
Intraprendere un percorso finalizzato al benessere mentale è ancora un tabù, ma ho la speranza che presto venga considerato per quello che è: normale. La stessa speranza l'ho provata arrivando alla fine del libro. Una volta raggiunte le ultime battute, ho ripensato al viaggio intrapreso con questo romanzo e sono stata felice di averlo proseguito.
«Tu,» sussurra al mio orecchio, «sei la promessa che è stata mantenuta. Sei la promessa che è rimasta vana nelle bocche degli altri e che finalmente è diventata vera, fisica, reale.»
Resilienza è un romanzo esuberante e originale, che racchiude un messaggio importante. Si parla di disturbi mentali, traumi mai elaborati, violenza, omosessualità, diversità, amicizia e amore. Tutti argomenti attuali e delicati, che vengono evidenziati attraverso una storia particolare.
Lo stile non ha abbracciato le mie aspettative, ma ci tengo a sottolineare che ogni pensiero in questa recensione è frutto delle mie esperienze e dei miei gusti. Dunque, non metto in dubbio che potrà piacere a molti altri lettori.
Consiglio il libro a coloro che sono alla ricerca di una vicenda autentica, che tratta le tematiche sopra citate. Lo trovo indicato anche per chi ama la scrittura umoristica: i sorrisi non mancheranno. Non ho provato forti emozioni, ma ho riflettuto molto, ciò significa che il testo ha sortito un certo effetto su di me. Reputo questa lettura piacevole, perché purtroppo la forma non mi ha convinta, ma i contenuti sono importanti e profondi.
Lo stile non ha abbracciato le mie aspettative, ma ci tengo a sottolineare che ogni pensiero in questa recensione è frutto delle mie esperienze e dei miei gusti. Dunque, non metto in dubbio che potrà piacere a molti altri lettori.
Consiglio il libro a coloro che sono alla ricerca di una vicenda autentica, che tratta le tematiche sopra citate. Lo trovo indicato anche per chi ama la scrittura umoristica: i sorrisi non mancheranno. Non ho provato forti emozioni, ma ho riflettuto molto, ciò significa che il testo ha sortito un certo effetto su di me. Reputo questa lettura piacevole, perché purtroppo la forma non mi ha convinta, ma i contenuti sono importanti e profondi.
Le malattie mentali sono come dei nemici invisibili. Non li vedi tramite una lastra o con una tac. Sono un esercito che ha scelto come campo di battaglia la tua testa.





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