Autrice: Chiara Cilli
Titolo: Non Tradirmi
Titolo: Non Tradirmi
Serie: Blood Bonds #9
Genere: Dark Contemporaneo
Casa editrice: Selfpublished
Trama
Avevo la libertà a portata di mano, e me la sono lasciata sfuggire.
È riuscita a scappare da un orrore che non si sarebbe mai aspettata, ma a caro prezzo.
Ora sono alla deriva.
Ora è sola.
E solo Katerina può aiutarmi.
E porterà a termine la missione.
Devo riaverla.
A qualunque costo.
Non importa quanto i miei fratelli mi supplichino di non farlo.
Non importa quanto la piccola rossa la implori di schierarsi contro la Regina.
Avrò la sua vita.
Avrà la sua vendetta.
Dark Contemporaneo
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. Se ne raccomanda la lettura a un pubblico adulto e consapevole.
Copia omaggio gentilmente fornita dall'autrice in cambio di una recensione onesta
RECENSIONE
Quando ho iniziato questo viaggio, mi sono addentrata nella città di Véres, senza sapere cosa aspettarmi. Questa sensazione mi accompagna tutt'ora che siamo arrivati al nono capitolo della serie Blood Bonds, scritta da Chiara Cilli, con la differenza che, adesso, sono meno ingenua e molto più consapevole della realtà in cui l'autrice ci ha fatto sprofondare. Questo perché il mondo da lei descritto è come un oceano, ricco di insidie, segreti a lungo taciuti e luoghi bui, in cui la famosa luce in fondo al tunnel è solo una mera utopia.
Parlarvi della trama di Non Tradirmi, sarebbe come rivelarvi una buona parte del romanzo e, inevitabilmente, queste parole diverrebbero degli spoiler colossali. Quindi, mi limiterò a esprimere il mio pensiero attraverso le emozioni devastanti che mi hanno accompagnata durante tutto il romanzo.
«Cosa ti meriti?»
Il mio sguardo si velò di pura afflizione. «Di sprofondare nell’oscurità.»
Ho affrontato la lettura con una dose massiccia di ansia e consapevole fin dall'inizio che -come la stessa autrice non ha mai nascosto- in questo romanzo ci sarebbe stata la seconda perdita importante della serie.
Nonostante la paura, in alcune scene più di altre, ho proseguito imperterrita fino alla fine, come fossi vittima di un incantesimo, soggiogata dallo stile ipnotico e scorrevole della narrazione e fermandomi, di tanto in tanto, solo per riprendere fiato o asciugare le lacrime che, incessanti, sgorgavano dai miei occhi, rendendomi difficile proseguire a causa della vista offuscata. Lacrime che hanno scavato le mie guance e le hanno striate di devozione, amore, amicizia, solitudine, vittoria, orgoglio, dolore. Sono queste le emozioni che si sono alternate dentro di me per tutta la durata della storia.
Non ho mai nascosto il mio amore per Armand Lamaze. Fin dall'inizio, dalla sua prima comparsa, sono stata ammaliata dal capostipite di questa famiglia e non per i suoi completi a tre pezzi impeccabili, ma perché ho sempre rivisto in lui un lato di me, quello amorevole e protettivo nei confronti delle persone che amo.
Il rapporto tra Armand e i fratelli ha il potere di ridurmi in ginocchio ogni singola volta. La devozione assoluta che il primogenito nutre per il suo stesso sangue è ammirevole. Quest'uomo spezzato, ridotto a brandelli dal senso di colpa, ha creato il suo inferno personale con il solo scopo di punirsi e torturarsi, perché si è sempre ritenuto colpevole delle atrocità che i suoi fratelli avevano subito per mano del loro padre, senza mai contare che anche lui era una vittima, esattamente come loro. Armand è oscurità, quella più buia, ma in lui io non riesco a non vedere una delle colonne portanti dell'intera serie. Il mio cuore batte e batterà sempre per lui.
«Armand…»
«Lasciami solo!» ruggii con tutto il fiato che avevo nei polmoni.
Con tutta la mia mostruosità. [...]
«Come hai sempre voluto essere», replicò Henri, in tono greve. Con la coda dell’occhio, lo intravidi incamminarsi verso lo scalone, per poi indugiare sui primi gradini e mormorare: «Ma non lo sei».
Avrei voluto credergli.
Non ho mai avuto un rapporto speciale o particolare con la campionessa della regina, ma in questo romanzo l'ho avvertita molto più vicina a me. Finalmente capiremo a trecentosessanta gradi il motivo di alcune sue scelte, ma soprattutto avremo modo di entrare in contatto con i sentimenti più intimi del primo cavaliere della Regina.
Toccheremo con mano la profonda solitudine in cui l'ha sempre relegata questo ruolo così importante. Ekaterina è stata la vera rivelazione di questa storia, un'ancora di salvezza per molti e la rovina di tanti.
Amore e odio la accerchieranno come un vortice tentando di azzopparla, di farla cadere e distruggerla, ma lei resterà sempre fedele alla sua natura. È il sicario migliore della Šarapova, l'unica amica di André: due legami indistruttibili che saranno fondamentali all'interno del romanzo; due rapporti diversi tra loro, ma che mi hanno colpito al cuore con la stessa intensità, come stalattiti appuntite, si sono conficcate fino in fondo, facendolo sanguinare copiosamente.
«Non avevi più niente da insegnarmi.»
Come un banco di nuvole che, coprendo il sole, porta l’oscurità nella valle, così il buio calò sul viso di Neela. «E invece ho dimenticato di insegnarti la cosa più importante.»
Le si avvicinò, e la campionessa trattenne il respiro quando le posò una mano sul cuore, gli occhi che la penetravano come la più affilata delle lame.
«Mai far entrare qualcuno qui», le disse, arcuando le dita e conficcandole le unghie nella pelle, incurante del fatto che fosse a un nonnulla dagli squarci. «Altrimenti gli dai la possibilità di distruggerti nel modo peggiore.»
Un altro personaggio su cui non posso fare a meno di soffermarmi è Nadyia. Questo scricciolo dalla forza di un caterpillar mi ha riempita di orgoglio e se parlo di lei, inevitabilmente, non posso non citare André. Eh, miei cari lettori, è qui che la mia anima si spezza, ancora e ancora. André si rivelerà il personaggio chiave dell'intera vicenda, sempre presente, sempre lì con le persone che ama.
Non tradirmi è il volume che chiude la trilogia che vede come protagonisti Armand ed Ekaterina, ma non è solo questo. Io lo considero il romanzo per eccellenza, quello migliore scritto finora, perché in lui è racchiuso tutto; dall'introspezione dei personaggi, ai veri sentimenti che essi provano.
La Cilli diventa a ogni libro sempre più brava e il suo stile è inconfondibile, ricercato, prezioso e letale, perché capace di ridurre il lettore in un ammasso di pezzi sanguinanti e irrecuperabili, impossibili da rimettere insieme.
Un finale epico, un cerchio che doveva essere chiuso e che avrebbe dovuto avere la capacità di risanare e curare le crepe, ma che ha finito per creare altri dirupi.
Non è finita, la guerra imperversa in lontananza come un cielo plumbeo e minaccioso, ma fino ad allora, quella piccola striscia di alba che si estende all'orizzonte sa di speranza e di agognata libertà per la famiglia Lamaze.
«Riesci a vedere una luce?».
Il sicario sostenne la sua espressione traboccante d’astio, finché un lampo di consapevolezza non le attraversò il viso. «Sono io», affermò, spiazzandoci. [...] «Io sono la tua luce. E adesso devi usarmi, Armand.»
Restano ancora le numerose domande a frullarmi per la testa, perché l’autrice ha già buttato le basi per i protagonisti del prossimo volume della serie, Il campione del Re. Qual è il rapporto che lega Cade a Neela? Cosa voleva dire Ekaterina con quella frase, sussurrata al campione del Re?
Non vedo l’ora di poter dare delle risposte a queste domande, ma nel frattempo vi invito tutti a scendere nelle segrete di questa storia. Statene certi che non ve ne pentirete!



Grazie dal profondo del cuore per le tue bellissime parole, Anna! ♥
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