Leila: una storia come tante di Donatella Coda Zabetta | Recensione




Titolo: Leila: una storia come tante
Autrice: Donatella Coda Zabetta
Genere: Narrativa contemporanea
Casa editrice: Golem Edizioni


Trama
Leila Bianchi è un attraente e brillante avvocato, socia di un importante studio legale di Ivrea. È sposata ad Eugenio Carati, noto neurochirurgo e ricercatore all'università di Torino, ed è madre di Ambra, una bambina di 6 anni. Una bella famiglia, un amatissimo cane e una magnifica villa fanno di Leila una donna di successo, ma la sua vita apparentemente perfetta nasconde, in realtà, un grande disagio. Fin da ragazza Leila ha difficoltà a confrontarsi con l'universo maschile e l'atteggiamento aggressivo di Giorgio la pone continuamente di fronte alla sua fragilità come donna. Leila ha un tracollo emotivo che la turba profondamente e la induce a ridisegnare la sua vita professionale. A complicarle l'esistenza si aggiungono però nuovi problemi: anche Ambra sembra manifestare un malessere profondo e Leila comincia ad avere un incubo notturno ricorrente che arriva da molto lontano e approfitta della sua fragilità per venire alla luce.
L'unica depositaria del suo segreto è la sola persona che non può risponderle, ma che forse può ancora sentirla: sua madre


 

Copia omaggio gentilmente fornita da Golem Edizioni in cambio di una recensione onesta

RECENSIONE


In questi giorni ho letto un romanzo contemporaneo edito Golem Edizioni intitolato Leila: una storia come tante di Donatella Coda Zabetta.
Leila è una mamma premurosa, una moglie presente, una lavoratrice in carriera, ma è soprattutto una Donna, che si divide tra impegni e affetti, tra routine e preoccupazioni. Al lavoro, infatti, un collega si dimostra decisamente inopportuno e la reazione della donna da origine a una serie di conseguenze che si ripercuotono sulle esistenze di più persone.
Leila si ritrova a dover affrontare un matrimonio ricco di incomprensioni e una figlia con comportamenti insoliti. Ma ciò che davvero risucchierà le sue energie sarà la ricerca dentro se stessa: qualcosa la turba ed è giunto il momento di affrontare la paura di quell'ombra che da sempre condiziona la sua vita.

 

Leila non ricordava molto della sua infanzia, ma quella sensazione di solitudine le apparteneva.

 

Ho letto questo libro in pochi giorni, perché la sua scrittura è fruibile, diretta, realistica e scorrevole. Ci sono descrizioni concise, dialoghi pertinenti e ordinari, pensieri profondi.
La narrazione in terza persona mostra al lettore una visione a 360 gradi della protagonista, facendola apparire come un personaggio complesso, forte, determinato. Infatti, Leila ci viene presentata inizialmente coperta da un'armatura che si è creata per proteggersi; solo successivamente emergono le sue fragilità e le sue paure più profonde.
Sono rimasta fortemente colpita dalle tematiche che vengono affrontate nel corso della storia. Si parla di autismo, di molestie, di omicidio, malattia, lutto, violenza. Questi argomenti sono attuali, eppure sempre temuti. Nel romanzo vengono affrontati senza veli dalla coraggiosa penna dell'autrice, ma con una costante delicatezza. 
Proprio come nella vita, alle difficoltà si contrappongono i valori, gli affetti sinceri, la famiglia, i sogni. Leila potrà contare su chi le vuole davvero bene e ritrovare la luce affrontando l'ombra oscura che le impedisce di vivere serenamente.


A volte, resto davvero sbalordita nel constatare quanto anche dalle situazioni più terribili possa saltare fuori qualcosa di buono.

 

 
La storia è realistica, cruda, emozionante. All'inizio, ammetto di aver avuto qualche difficoltà ad entrare in sintonia con la protagonista. Probabilmente la sua natura era ancora nascosta e conoscevo troppo poco di lei per poterla comprendere.
La conclusione è stata caratterizzata da una rivelazione dolorosa, che ha posto fine al tormento e ha dato inizio alla libertà per Leila. Sarò sincera: questa lettura non è stata leggera, perché il suo realismo è pungente; si insinua nella mente e nel cuore del lettore. Ho percepito le emozioni di Leila intensamente e quelle sensazioni sono diventate anche mie, mentre lei si evolveva verso una versione di sé migliore. Ho provato un mix tra ansia, empatia, irrequietezza e infine gioia.


Era questo il cancro del presente: una rete dilagante di cellule impazzite che indossavano l’abito della normalità.


Il messaggio che Donatella Coda Zabetta lancia è di speranza: il bene trionfa sempre quando siamo disposti a lavorare su noi stessi e ascoltare ciò che la nostra essenza ci urla in mezzo al frastuono della quotidianità. 

Leila: una storia come tante è intenso, realistico, crudo, toccante. È un inno alla forza femminile e alla bellezza delle relazioni autentiche. Lo consiglio a coloro che sono alla ricerca di una storia dedicata alle donne che lottano e vincono nelle sfide odierne e interiori. I suoi contenuti vi faranno riflettere e la sua intensità vi farà commuovere. Consigliato! 

 

 

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