From me to us di Naike Ror | Recensione

Titolo: From me to us
Autrice: Naike Ror
Genere: m/m - Hate to love - Small town
Casa editrice: Self Publishing

Trama

Brillante, narcisista, egocentrico e libero, Boyce Storm Williams vive un’esistenza a propria misura: una carriera in continua ascesa, una quotidianità improntata su agi e comodità, un appartamento che spesso finisce sulle riviste di architettura. Un errore, un solo errore e la perfetta vita di Boyce sprofonda in un vortice di imprevisti; obbligato a lasciare San Francisco, dovrà tornare a Sweet Albany, il paesino dell’Alabama da cui è scappato vent’anni prima senza mai guardarsi indietro. Lì, nella patria del barbecue e del cibo per l’anima, dove la torta al limone è un’istituzione e il football una religione, sarà costretto a fare i conti con un passato che credeva sepolto e, soprattutto, ad avere di nuovo a che fare con Sandy Jenner. Sandy, però, non è più il ragazzino che Boyce si divertiva a bullizzare al liceo, anche lui è ormai un uomo e a differenza di tutti gli abitanti di Sweet Albany, galvanizzati dalla presenza del famoso Storm, non ha alcuna intenzione di stendergli un tappeto rosso.

RECENSIONE

Carissimi lettori, è da un po' che manco su questi schermi: aspettavo "From me to us" di Naike Ror con tanto entusiasmo, e le mie aspettative sono state ben ripagate. 
Ogni giorno Boyce Storm Williams si sveglia nel suo bellissimo attico a San Francisco pronto ad affrontare l'ennesima sfida. E di certo non ha paura, soprattutto perché sa di poter vincere. Architetto di successo, lavora per un'azienda rinomata e proprio grazie alla sua eccellente e attitudine lavorativa, sta per compiere un passo che gli cambierà la vita. Peccato che lo schianto sia proprio dietro l'angolo, e un errore imperdonabile sbaraglierà ogni cosa proprio come la tempesta che porta il suo nome. 
Con un futuro incerto e il fallimento alle spalle, Boyce sarà costretto a fare l'unica cosa che mai avrebbe potuto pensare: tornare a Sweet Albany, la sua città d'origine, un suolo ostile all'evoluzione su cui non mette piede da ben venticinque anni. Eppure, Boyce si renderà conto che le cose sono cambiate. Tutti saranno entusiasti e sconvolti dal suo ritorno, eccetto Sandy Jenner, una vecchia conoscenza che Boyce si divertiva a bullizzare con i suoi amici a scuola. Peccato che di quel timido e balbuziente ragazzino che indossava maglie colorate non ne sia rimasta alcuna traccia. E per il nostro Storm sarà la fine.

Il pensiero di lui era ormai uno stillicidio, come il rumore di una goccia costante che faceva da sottofondo a ogni cosa dicessi o facessi. Potevo ignorarla, ma quella continuava a cadere fregandosene di tutto il resto. Era un suono incessante che ti entrava nel cervello arrivando, momento dopo momento, all’apice dei tuoi pensieri. 

Boyce è un concentrato di egocentrismo e sicurezza. Non è bravo a entrare in punta di piedi nelle situazioni, anzi... si diverte a travolgere tutto ciò che gli è attorno senza fare sconti a nessuno. Con le sue maniere di protagonismo, riesce a mettere in luce il suo talento e le capacità che non gli mancano. Detta così potrebbe sembrare un personaggio facile da odiare, e se l'avete pensato, vi state sbagliando.
L'ironia lo contraddistingue, sempre e comunque, trova il modo di sdrammatizzare e allentare le tensioni. Il sorriso è il suo marchio di fabbrica. Un personaggio positivo, che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, forte, coraggioso. Nel tempo conoscerete una parte di lui inedita, riflessiva e dolce, capace di tirar fuori il meglio dalle persone. Boyce è quella persona che ti fa sentire migliore, al suo fianco sai di poter vincere. Il suo lato protettivo e *inaspettatamente* romantico mi ha conquistata. 
Seppur apparentemente sia il più forte tra i due, anche Boyce ha le sue insicurezze, e la sensazione che il pavimento gli crolli sotto i piedi lo torturerà fino allo sfinimento.

Con Sandy Jenner era come camminare su una fune, senza reti di sicurezza; poteva cambiare il vento all’improvviso, potevi avere una vertigine, potevi persino essere il miglior equilibrista al mondo, ma se lui decideva che dovevi schiantarti al suolo, non avevi scampo.

Sandy Jenner è un concentrato di diffidenza e severità. Burbero fino al midollo, seppur bravo a usare le parole, il suo sguardo è più efficace di un discorso sensato. Quegli occhi sarebbero capaci di trafiggere anche la roccia più dura, e Storm lo sa bene. Devo dire che tra i due protagonisti è stato lui a darmi del filo da torcere. Una mente complicata, con ingranaggi quasi impossibili da sbloccare, sempre tortuoso e illeggibile. È un uomo stimato e rispettato dalla città, si fa in quattro per risolvere i problemi delle persone: il suo altruismo e la sua generosità schiacciano, però, quelli che sono i suoi desideri. I sacrifici che ha compiuto nella sua vita l'hanno reso un uomo adulto e consapevole, mettendo da parte però il cuore. Ho amato il suo lato fragile, disordinato, l'ho detestato quando si allontanava ogni volta e preferiva il silenzio al confronto. Ma poi... l'ho capito, e non ho potuto fare a meno di sentirlo dentro. Si scioglie con una lentezza smisurata, un cuore di ghiaccio che spera di proteggersi invano da una tempesta troppo irruenta, troppo bella, troppo perfetta.

Mi avvicinai a lui e puntai gli occhi sulle sue spalle. Non avevo mai preso l’iniziativa, avevo sempre risposto per secondo ai suoi approcci anche se l’interesse che provavo per Boyce Storm Williams andava oltre quello fisico. Era una strana legge dell’attrazione: se si allontanava lo volevo vicino, e quando era vicino volevo averlo ancora più vicino, oppure lo volevo prendere a calci. Non c’era nessuna logica.

Mentre leggevo il romanzo, capivo sempre di più perchè la Ror non riusciva a lasciarlo andare. 700 pagine, un toma, è vero, ma la storia è così avvincente che da 50 sei subito a 100, e poi a 400, e il tempo scorre inevitabile fino alla fine, quando ti senti vuota per aver dovuto dire addio a due uomini meravigliosi. Boyce e Sandy si incastrano alla perfezione, con tutti i pregi e i difetti  che vengono fuori spietati e irruenti. Il loro legame nasce da un odio che risiede nel passato, un rancore e una rabbia che Sandy non riesce subito a mandare giù. Anni lontani per poter realizzarsi, e infine ritrovarsi, diversi da prima ma in fin dei conti sempre gli stessi. Entrambi affronteranno le insicurezze, i sentimenti, la distanza, un futuro che forse non può esistere, un continuo lottare, prendersi, lasciarsi, allontanarsi, amarsi. Sono montagne russe che ti trascinano fino allo schianto. 
Avevo vissuto quasi quarant’anni senza conoscere quel sentimento, e potevo affermare senza ombra di dubbio che con lui avevo vissuto le emozioni più intense della mia vita. Eppure, l’amore non era bastato. Eppure, l’amore era stata l’arma che avevamo imbracciato per ferirci fino a sanguinare.

Naike Ror è la regina dei dialoghi. Il punto focale del libro è proprio il botta e risposta che alimenta la narrazione, con sfumature sempre diverse ed emozioni dai colori accesi. È grazie a questo ritmo calzante che il libro scorre che è una meraviglia. Lo stile della Ror è inconfondibile: ironico, profondo, riflessivo, divertente, romantico senza quel miele che disturba. Non sono solo le scene spicy a dar vita a una passione incredibile, sono i loro sguardi, le provocazioni, la tensione che cresce tra i due a dismisura. Fuoco e fiamme a Sweet Albany! Non mancano sul finale momenti carichi di emozione perchè Naike Ror non è mai scontata, e con un libro come questo ci fa scappare anche la lacrimuccia! 




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