Autrice: Nyla K.
Titolo: Distorted
Serie: Alabaster Penitentiary #1
Genere: MM/ Dark Romance
Casa editrice: Virgibooks
Trama
Questo è l’Alabaster Penitentiary…
Qui è dove ti mandano quando il mondo pensa che tu sia morto. E fidatevi di me, preferireste esserlo.
Noi siamo l’onta della società. I pazzi, i malati, i vostri documentari di Netflix preferiti che prendono vita.
Ci rinchiudono e buttano via la chiave, perché ce lo meritiamo.
Ma non io. Io sono solo un umile rapinatore di banche. Non dovrei stare qui dentro, circondato da psicopatici e assassini senza rimorsi... Almeno, non credo sia questo il mio posto.
Riuscire a uscirne illeso è la mia priorità assoluta. Purtroppo per me e per i miei compagni di prigione, quelli che gestiscono questo posto sono perfino più pericolosi di noi.
Vedete, sono le guardie del penitenziario a dirigere i giochi qui, e sembra che io abbia attirato l'attenzione del più perverso di tutti.
Ha un nome, ma lo si potrebbe chiamare anche l’Ufficiale. Ci muoviamo uno intorno all'altro come un sole e una luna, ruotiamo su un asse di caotica lussuria e di tormento, finché la verità non viene deformata e ciò che una volta temevo diventa ciò che bramo. La mia spregevole dipendenza, eppure in qualche modo così squisita.
In carcere la realtà si distorce, e mi chiedo quale prigione sia peggiore... se quella che tiene rinchiuso il mio corpo, o piuttosto la mia mente.
Copia omaggio gentilmente fornita da Virgibooks in cambio di una recensione onesta
RECENSIONE
Cari Lettori,
oggi vi parlo di Distorted, primo volume dell'Alabaster Penitentiary di Nyla K, edito Virgibooks.
Dash, rapinatore di banche, dopo un colpo andato a male si ritrova all'interno dell'Alabaster Penitentiary, un luogo dove vengono rinchiuse le persone che la società vuol far credere che siano morte. All'interno del penitenziario sono le guardie che detengono il potere e in particolare una di esse sembra aver un forte interesse nei confronti di Dash.
Riuscirà Dash a sopportare la reclusione?
Per me non sarà facile fare questa recensione perché purtroppo alcune cose non mi hanno convinta e questi elementi sono dei grandi spoiler e, visto che l'autrice stessa si è raccomandata a inizio libro di evitare qualsiasi tipo di spoiler proprio per non rovinare l'esperienza di lettura, mi sento in difficoltà ad esprimere il mio parere senza andare a rivelare cose davvero importanti.
Ma ora conosciamo meglio i protagonisti prima di addentrarci nella storia.
Dash è il protagonista principale di questa storia, è un ragazzo estremamente spezzato che ci mostra quanto le ferite interne possano davvero andare a influenzare tutto il mondo esterno creando delle lacerazioni davvero profonde.
Quello che mi ha colpito maggiormente di questo personaggio è stata l'evoluzione che ha avuto all'interno del penitenziario e di quanto l'Alabaster Pen abbia cambiato il suo atteggiamento nei confronti anche dei propri desideri, facendogli forse scoprire la sua vera identità.
Non dimenticare il tuo posto qui, 101. Tu sei un numero, non una persona. Non ti è concesso di fare domande, di dire stronzate o di provare a reagire. Fai quello che ti diciamo o muori. Fine della storia.
La sua storia personale mi ha colpito davvero tanto, si percepisce perfettamente quello che è il dolore legato agli aspetti che riguardano la sua vita familiare e queste parti sono quelle che maggiormente mi hanno davvero lasciata con lo stomaco in subbuglio.
Durante la detenzione, Dash si lega con una guardia, Kemper, con la quale ha un rapporto che lascia sicuramente di stucco poiché l'agente nei suoi confronti mostra da una parte un lato molto duro e possessivo, e dall'altra fa dei doni a Dash.
Kemper è estremamente possessivo nei confronti di Dash, sente questo bisogno di far suo questo ragazzo come se non fosse possibile altrimenti. Il suo comportamento è estremamente rude ma, secondo me, è appropriato al suo personaggio, al ruolo e al luogo in cui si trovano essendo il penitenziario diverso da tutti gli altri.
Mi è piaciuto molto il rapporto che Dash instaura con il suo compagno di cella Luthor, personaggio che mi ha incuriosito fin da subito e del quale non vedo l'ora di saperne di più perché la sua storia e la sua giovane età mi hanno colpita molto.
Solo perché siamo rotti, non significa che abbiamo bisogno di loro per rimettere insieme i nostri pezzi.
Rispetto all'ambientazione, forse mi aspettavo qualcosa di un pochino più crudo essendo la prigione il luogo in cui viene narrata la storia ma, questo, è solo un mio pensiero rispetto alle aspettative che mi ero fatta prima della lettura del libro.
Sicuramente il penitenziario è molto particolare, è un ambiente estremamente unico che porta il lettore a vivere un'esperienza distaccata dalla realtà dove, come spesso viene detto, i confini diventano sempre più sottili e le esperienze di ogni tipo si moltiplicano.
Per quanto riguarda le scene di sesso possiamo dire che sono davvero molto presenti e subiscono un'evoluzione.
Voglio che Dasha Reznikov sia il mio giocattolo rotto in tutti i sensi. E ho l'abitudine di ottenere ciò che voglio, soprattutto quando si tratta di ciò che potrebbe tradursi nella mia fine prematura.
A mio avviso forse sono un po' troppe e tolgono spazio a quella che è la storia e a quelle che sono le dinamiche del penitenziario che avrei voluto approfondite maggiormente. La narrazione scorre fluida e devo dire che la scrittura dell'autrice mi è piaciuta. Continuerò sicuramente la serie e sono troppo curiosa di conoscere le storie degli altri personaggi che sono rimaste un po' in sospeso ma di cui poi avremo maggiore approfondimento dei libri dedicati a loro.



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