The ultimate sin di Harper Mckenzie | Segnalazione




Titolo: The ultimate sin
Autrice: Harper McKenzie
Genere: romance contemporaneo, forbidden romance, age-gap
Lunghezza: 330 pagine

Trama

Juls Morgan sta vivendo un periodo quasi perfetto della sua vita o perlomeno è quello di cui le piace convincersi. Quando le si presenta l’occasione di una cattedra annuale di Studi Geografici, presso una delle migliori scuole della contea del Carmarthenshire, non si lascia sfuggire l’opportunità. Poco importa se la scuola è cattolica e lei no, l’entusiasmo per l’occasione è totale. Fino a quando non incontra il preside della scuola, padre Taylor, uomo severo, altero ma terribilmente affascinante.
Padre James Taylor, dal canto suo, non immagina nemmeno quanto il suo decennale servizio sacerdotale verrà stravolto dall’arrivo della nuova insegnante, spesso refrattaria alle regole, dalle risposte sagaci, quasi a sfidarlo e metterlo alla prova. Occorrerà una dolorosa presa di coscienza per comprendere quanto Juls, con un diverbio alla volta, stia per strapparlo a un passato da cui cerca espiazione e perdono ma da cui è trattenuto da un profondo senso di colpa.
Né James né Juls usciranno illesi dall’intensa connessione emotiva e fisica da cui verranno travolti.
Tuttavia non sempre l’amore è in grado di guarire i cuori se ambedue non viaggiano sugli stessi binari. Le strade si possono dividere e possono tornare a incrociarsi ma soltanto in presenza di un sentimento puro
e autentico si riconosceranno legati. Ma quanta sofferenza può tollerare un cuore che ama?


Biografia

Harper McKenzie, appassionata docente di Lettere nella vita reale, arriva nel panorama romance nel 2019, spinta dall’escapismo. Vive fisicamente nel nord Italia ma mentalmente nei Cotswolds inglesi. Quando
non ha il naso immerso nella lettura di un libro è sicuramente impegnata a creare nuovi scenari per le sue storie, accompagnata dai suoi inseparabili sigari Montecristo e da enormi tazze di caffè al ginseng.

Estratti

«Non saranno mille punizioni a far cessare il tuo tormento. Dio te lo sta mostrando, te lo sta sussurrando ma tu sovrasti la Sua voce con il rumore di un senso di colpa inutile. E non vorrei essere al tuo posto quando la voce diventerà un urlo e capirai di non avere altra possibilità se non cambiare tutto e subito.»

Ogni gesto seguiva una direzione ignota. Il mio cervello si era disconnesso da tutto il resto. Non mi percepivo all’interno di una chiesa. Non c’era un crocifisso dinanzi a me. Né indossavo un abito da ecclesiastico. Né lei era il peccato. Né l’errore.

«Io non posso e non devo guardarti. Io non devo desiderarti. Io non devo toccarti. Non devo immaginarti e non devo sentirmi bruciare dentro quando ti vedo,» disse di getto, «Però succede.»



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