Autrice: Elvereth Ahn
Titolo: Crash on you
Genere: New adult / Age gap/ Brother's best friend/ Neighbors to lovers
Casa editrice: Self Publishing
Trama
Da sempre innamorata del migliore amico di suo fratello, Alyssa ha deciso che è arrivato il momento di farsi notare da lui, a qualsiasi costo.
Riuscirci, però, non è affatto semplice, perché Ryder è uno dei ragazzi più popolari della città e non è interessato a una relazione stabile. Né, soprattutto, sembra avere tempo da perdere con una ragazzina, non quando il suo unico interesse è anche la sua più grande passione.
I motori e le corse clandestine.
Alla ricerca del brivido, Ryder riesce a sentirsi libero solo quando sfreccia a tutta velocità sulla sua auto, acclamato da tutti, in quelle gare che sono il controsenso della sua vita. Un'esistenza vissuta sotto il peso di segreti, sensi di colpa e di un’oscurità che lo attanaglia ogni giorno di più, spingendolo ad allontanarsi da chi sembra considerare alla stregua di una sorellina fastidiosa.
Eppure le verità celate prima o poi salgono a galla e tornano a chiedere il conto.
Come i sentimenti che lui tenta costantemente di soffocare, credendo così di proteggere l’unica persona di cui gli importa davvero.
La sorella del suo migliore amico.
Perché al di là di ogni brivido, al di là di ogni pericolo e di ogni colpa, Alyssa continua a rischiarare il suo buio, ricordandogli di poter amare ancora.
E Ryder questo non può permetterlo.
“Alyssa è da sempre il mio quarto di miglio.
I miei dieci secondi di libertà, che si trasformano in minuti, ore, giorni.
È la strada da percorrere senza timore di morire, quella che può darmi il brivido e anche il senso di protezione che non ho mai avuto il lusso di provare.
Alyssa è tutto.”
Copia omaggio gentilmente fornita dall'autrice in cambio di una recensione onesta
RECENSIONE
Buongiorno readers, il 29 settembre è uscito “Crash on you”, il nuovo romanzo di Elvereth Ahn che con la sua cover megagalattica mi ha conquistata dal primo istante.
Alyssa Tucker e Ryder Mccullers si conoscono da sempre, precisamente da quando lei era una bambina intelligente ed empatica e lui un adolescente tormentato e pieno di sensi di colpa.
Li separano undici anni di differenza, eppure il loro legame è cresciuto a dismisura, soprattutto grazie a Drave, fratello di Alyssa e migliore amico di Ryder, il pilastro di una triade perfetta.
Ma Alyssa adesso ha diciotto anni, è diventata una donna con desideri e progetti di vita, ed è bella e accattivante con i suoi occhi azzurro cielo e i capelli biondissimi. E a Ryder questo non passa di certo inosservato, anche mentre smanetta con le sue auto da corsa in garage o passa le notti da un letto all’altro per eliminarne il pensiero.
Alyssa è bellissima, e altro grosso problema: è follemente innamorata di lui fin dai primi tempi, ma non può toccarla. Lei è un frutto proibito, e Ryder non può mettere in pericolo una delle due persone più importanti della sua vita. Peccato che lei sia un tantino cocciuta, e farà di tutto per metterlo in difficoltà…
Ryder è sempre stato il mio principe oscuro. Il mio drago dagli occhi tormentati, addolorati, ma pieni di vita, che mi hanno affascinata fin da bambina. Pieni di qualcosa che mi intriga e mi riduce a un ammasso di imbarazzo.
Alyssa è una giovane ragazza sfrontata e schietta che nasconde un milione di insicurezze. Mi ricordo bene cosa significa avere diciotto anni: un’esplosione di emozioni contrastanti, dubbi, incertezze, voglia di vivere e di perdersi in un amore folle. Le paure che si porta nel cuore derivano da una grande assenza che continua a sparare colpi uno dopo l’altro, creando illusioni e falsi sorrisi. Per fortuna nella sua vita c’è Drave, suo fratello maggiore, la sua colonna portante, con cui ha un rapporto particolare e meraviglioso.
Alyssa è un vulcano in un eruzione, una stella luminosa che rischia di implodere e risucchiare con sé chi la circonda; piena di vita, volenterosa, ambiziosa, mi è piaciuto molto il suo personaggio. Ho amato le indecisioni e l’instabilità della sua età e, allo stesso tempo, il coraggio di farsi avanti. Lei non sopprime i sentimenti né riesce bene a nasconderli: è un libro aperto, sia con le parole sia con i gesti.
Nella prima parte del romanzo non sono riuscita a crearci un legame, forse perché la trovavo un po’ capricciosa ed eccessiva in alcuni momenti; con l’andare avanti delle pagine, però, si capisce benissimo il motivo del suo carattere, dei suoi atteggiamenti, e si è dimostrata una persona davvero matura e con coraggio da vendere tanto da non avvertire il gap d'età tra i protagonisti. Le donne di Elvereth non sono mai deboli o indifese, o almeno non all’apparenza, e questo ormai è assicurato!
Fumo. Polvere. Terriccio. La strada davanti a me, il mio obiettivo. Porto l’auto al massimo, sfreccio, dimentico, respiro. I demoni fanno finalmente silenzio. L’unica cosa che sento è il motore. È l’adrenalina. È la vita che non dovrei vivere. Ma la vivo a ogni traguardo.
Credo che uno dei talenti migliori di questa autrice sia creare i personaggi maschili. Ho letto tutte le opere di Elvereth Ahn e non ce c’è uno che ho trovato meno potente, meno d’impatto o fatto male. Non ne sbaglia uno. Ryder è assurdo. Mi ha incatenata a lui dalle prime pagine, mi sono immersa nella sua mente complicata e priva di luce, ho assaporato ogni suo dolore facendolo mio. Ho amato leggere i suoi flashback, scoprire la sua storia, capire cosa si nasconde dietro quello sguardo corrucciato e i tatuaggi colorati che gli fanno da scudo. La rabbia, il distacco, gli sguardi profondi e carichi di tensione sono tutti particolari che rimandano a una sola risposta: paura. Ryder ha una paura che non lo lascia andare, e questa paura lo costringe a rinunciare di essere felice e di avere davvero accanto le persone che ama.
Non sono più un amante dei Bad Boy come un tempo, davvero, ma a quelli della Ahn non riesco mai a scovarne un difetto. La mia anima masochista nascosta viene fuori, non c’è niente da fare.
Mi è piaciuto tantissimo viverlo sia nella solitudine sia nel suo mondo preferito, quello delle auto e delle corse; quei capitoli pieni di adrenalina mi hanno coinvolto un sacco! Da oggi, o forse già da un po’, sono ufficialmente una #bimbadiryder
Dici che non provo niente… secondo te è così anche quando spero che mi tocchi? Anche quando lo fai e io brucio per te? Anche quando spero che ci baciamo? Non provo niente neanche adesso, mentre mi sembra di andare a fuoco solo perché ti sto guardando?
Una cosa è certa: qualunque sia il genere, non smetterò mai di leggere un libro di quest’autrice. Ormai mi ci butto a capofitto, ho grande fiducia nelle sue capacità e nel suo talento. La sua penna riflessiva e profonda è riconoscibile, non cambia, evolve: riesce ad analizzare i pensieri e i sentimenti dei personaggi con una sensibilità unica, toccante. Non c’è dubbio che sappia usare bene le parole, e il suo entrare nella mente dei personaggi e trasmetterlo al lettore è il suo punto di forza. I dialoghi sono interessanti, anche ironici e divertenti, alcuni più forti e dolorosi; c’è un mix come potete capire, ci sono emozioni diverse in base alle situazioni e agli eventi che accadono nella storia. Se amate "Fast and Fourius" e le corse clandestine, di sicuro amerete questo romanzo: con molta cura e dedizione l’autrice sviluppa queste vibes all’interno della storia non solo come sfondo ma soprattutto come parte integrante dei personaggi. Una nota speciale va a Drave, personaggio che non definirei nemmeno secondario, anzi. Drave Tucker è l’anello, la punta di diamante. Il trope "Brother's best friend" viene sviluppato in modo totalmente originale, per me Drave è stato un vero e proprio plot twist! Ironico, sfacciato e arrogante, ma con un cuore d’oro che mi ha lasciato senza parole. Senza di lui questa storia non avrebbe avuto senso, ecco perché merita una storia tutta sua.
"Crash on you" è una corsa a 200 km/h contro i sentimenti, le emozioni e i pericoli che si nascondono dietro l’angolo. Significa gareggiare con l’amicizia, l’amore, la famiglia. Vincere contro le proprie paure. Un libro che mi ha coinvolta e che ho letto in pochissime ore lasciandomi il dubbio che fosse troppo corto ( e invece non lo è!)
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