“Da lettrice accanita, e poi da scrittrice, ho cominciato a provare il desiderio di immaginare cosa sarebbe accaduto alle eroine tragiche della letteratura che tanto mi hanno appassionato – il cui destino è l’esito inevitabile di una visione della donna che non ritengo più condivisibile – se avessi dato loro la possibilità di scardinare lo schema con cui erano state concepite.”
Il nuovo libro di Alessandra Sarchi
Vive!
in libreria per HarperCollins il 24 febbraio
Trama
Madame Bovary, Anna Karenina, Didone, Ofelia, Francesca da Rimini, Albertine. E non solo.
Le eroine della letteratura occidentale sono figure per lo più tragiche. Non solo perché assumono su di sé i limiti e il peso della condizione umana, come i loro corrispettivi maschili. Ma anche perché, a differenza di questi ultimi, le attende inevitabilmente un destino luttuoso. Non potendo ambire a quello status di fondatrici di stirpi o vincitrici di guerre riservato ai maschi, la morte in scena sembra l’unico modo per raggiungere la gloria. Si tratta di una gabbia in cui si riflettono le convenzioni sociali che per secoli hanno relegato le donne al ruolo di madre, moglie o amante, e che nella morte, meglio se violenta, vedevano l’unica sublimazione possibile per il genere femminile.
Alessandra Sarchi decide di salvare queste eroine dal loro destino fatale e si chiede cosa sarebbe accaduto se a un certo punto del loro percorso avessero cambiato rotta e la morte non fosse più stata una condizione ineluttabile.
Con una prospettiva contemporanea e spiazzante, Vive! permette a questi grandi personaggi femminili di smettere di essere vittime sacrificali, facendosi padrone del proprio destino.
Mostrando, ancora una volta, il suo talento di scrittrice, la sua scrittura elegante, potente e ricercata, Sarchi dà nuova vita ad alcune delle più grandi donne della storia della letteratura, animando le loro voci in prima persona, incarnandole, accendendo le luci della scena su di loro, finalmente lontane dalla morsa dei rispettivi compagni e mariti, o semplicemente della penna dei loro autori, sempre uomini.



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