Autrice: April K. Jones
Titolo: Vorrei viverti ancora
Genere: Contemporary Romance / Second Chance
Casa editrice: Self Publishing
Titolo: Vorrei viverti ancora
Genere: Contemporary Romance / Second Chance
Casa editrice: Self Publishing
Trama
In un angolo segreto del cuore, protetto dalle leggi del tempo, vive ancora lui. Intoccabile ed eterno, come fuoco e paradiso.
Quando Alice Evans abbandona l'Inghilterra per seguire il sogno di laurearsi a Parigi, non immagina che questa esperienza la cambierà nel profondo.
Dopo anni di formazione, un titolo di studio e un lavoro precario da infermiera, a sconvolgerle i piani è il mieloma multiplo.
Accettare la nuova condizione di salute è difficile e, con il passare dei giorni, inizierà a mettere in discussione ogni scelta fatta dalla sua partenza.
Un nome in particolare le è impresso nell'anima: Matthew Hamilton, il ragazzo con cui è cresciuta e che ha lasciato prima di stabilirsi in Francia. L'unico rimpianto a cui non ha mai rimediato.
Tornare a vivere uno di fronte all'altra potrà far comprendere a entrambi che i ricordi bruciano, nonostante gli errori e il tempo trascorso? Quanto si è disposti a lottare, quando la vita batte a ritmo lento?
Vorrei viverti ancora è la storia di due destini legati dalla stessa stella.
Un amore scolpito nel tempo che chiede di essere vissuto ancora e ancora.
RECENSIONE
Cari lettori, oggi vi parlo di: "Vorrei viverti ancora" di April K. Jones, pubblicato in self publishing. Dopo un periodo trascorso a Parigi, Alice rientra a Londra quando le viene comunicata una pessima notizia: ha un mieloma. Tornare dai suoi genitori è il primo passo per ritrovare se stessa, ma oltre all'incontro con la sua famiglia, avviene quello con due persone a lei molto care, con cui non parla da anni dalla sua partenza. Non è stata la lontananza a separarli; il merito è delle divergenze circa il suo viaggio. Isabel è sempre stata la sua migliore amica, Matthew il suo ragazzo. Entrambi non hanno accettato l'allontanamento di Alice, rivederla dopo anni è un vero colpo al cuore, soprattutto quando scoprono il motivo che l'ha spinta a rincasare. Eppure Alice sa che la malattia incombe sulla sua quotidianità, è una presenza pronta a spezzare il suo futuro. Capisce allora che non c'è tempo da perdere e che i dissapori dovrebbero essere sanati perché la vita è una e merita di essere vissuta senza rimpianti. Se davvero le rimane poco tempo, vuole assaporare ogni singolo istante come fosse l'ultimo.
Le sensazioni che ho provato, quando l’ho incontrato al parco, non lasciano il minimo dubbio: in un angolo segreto del cuore, protetto dalle leggi del tempo, vive ancora lui. Intoccabile ed eterno, come fuoco e paradiso.
Alice è davvero coraggiosa: non viene idealizzata, ma emergono i suoi punti deboli e le sue fragilità che si trasformano in forza. Ho sentito insieme a lei la terra tremare sotto ai piedi e ho percepito l'eco delle sentenze dei medici, mentre il suo mondo sprofondava.
Mi è piaciuta perché è realistica e concreta. È facile provare empatia nei tuoi confronti, così come è immediato affezionarsi a lei, così altruista e comprensiva.
Sono riuscita a cogliere l'evoluzione che compie durante il corso della vicenda. Accetta la malattia, comprende cosa desidera dalla vita e combatte fino alla fine, senza mai arrendersi.
Al suo fianco ci sono i suoi meravigliosi genitori, che trovano l'energia per sostenere la figlia nonostante le angosce. A sostenerla c'è anche Isabel, la sua migliore amica, che in concomitanza affronta una serie di difficoltà; inoltre abbiamo un altro personaggio che spicca nella vicenda: Matthew. È dolce, sensibile e generoso. Si prodiga ad aiutare il prossimo, come se fosse una missione. Riesce a capire le situazioni e a essere una fonte inesauribile di sostegno. Quando dopo anni incontra Alice, l'equilibrio precario che si era costruito va in frantumi. Infatti, egli è fidanzato con Savannah e non è disposto a perdonare la ragazza che gli ha spezzato il cuore. Scoprire il mieloma di Alice gli consente di ascoltare il suo cuore e di capire che quell'amore non si era annullato ma solo assopito.
Di lui ho apprezzato il temperamento tenero ed equilibrato, è molto romantico e premuroso. I suoi gesti sono conditi da una buona dose di sentimentalismo, che riesce a scaldare il cuore del lettore. Sia i protagonisti che le figure secondarie sono ben delineati. Viene posta una certa attenzione per le loro emozioni, che aleggiano nel mezzo di una narrazione in prima persona secondo i punti di vista dei protagonisti. Ho letto questo romanzo lentamente e non perché sia poco scorrevole. Ho voluto assaporare ogni istante, prendermi il giusto tempo per assimilare le dinamiche e rileggere i passaggi più significativi.
Come posso confessare che mi è mancata più di ogni cosa? Che porto dentro il suo sorriso, le battute pungenti, le facce buffe e quel modo di amare tanto premuroso quanto infantile?
La scrittura è introspettiva e poetica, coerente con la tematica delicata che viene trattata. L'argomento chiave, infatti, è la malattia di Alice che viene raccontata in modo semplice e diretto.
Le sensazioni della giovane donna mi arrivavano dritte al cuore: ho provato angoscia, tristezza, smarrimento; soprattutto mi ha accompagnata un'orribile sensazione di impotenza, da cui non riuscivo a svincolarmi.
Più volte mi sono ritrovata a leggere con gli occhi pieni di lacrime. In quei momenti ho percepito l'intensità di ogni parola scritta in questo testo.
Il vero significato del libro tuttavia non è connesso alla patologia della protagonista: ho interpretato il messaggio come un monito di speranza, di riscatto e di rinascita, di quanto la vita meriti di essere vissuta, nonostante tutto.
L'inizio è coinvolgente e intenso, permette al lettore di entrare nella vita dei personaggi da subito. Durante lo svolgimento, si assiste a una serie di eventi e sensazioni che si fondono fino a creare un progressivo climax. Ci sono delle storie secondarie che arricchiscono la vicenda principale e vedono in primo piano Savannah e Isabel.
La parte finale si concentra su un grande avvenimento, decisivo per Alice, Matthew e il loro futuro. L'ho letta con il fiato sospeso e solo una volta arrivata alla fine mi sono accorta di essere stata in apnea.
Ci sono svariati colpi di scena, che rendono le dinamiche più movimentate. Fra gli argomenti ci sono anche alcolismo, la depressione, il suicidio, la difficoltà di rapportarsi coi genitori. Insomma, c'è tanta "carne al fuoco", eppure non risulta mai una lettura pesante.
Siamo come farfalle, fragili anime sospese tra le stelle, in cerca di un bagliore che illumini il nostro volo.
"Voglio viverti ancora" è commovente e profondo, ha appagato le mie aspettative e mi ha emozionata, un libro che entra nell'anima molto curato con attimi carichi di emozioni. Non ci sono pecche, tranne un dettaglio trascurabile: ho trovato alcuni momenti ripetitivi, tuttavia non hanno avuto il potere di rallentare la narrazione.
Mi sono sciolta davanti al romanticismo di determinate scene; una coppia autentica, una vicenda originale e una scrittura poetica: per me April K. Jones è stata una vera scoperta. La sua penna riesce a delineare situazioni difficili con la massima delicatezza, con la stessa leggiadra delle farfalle che capeggiano nella versione cartacea in copertina rigida e che rappresentano i protagonisti stessi.
Sono felice che l'autrice abbia deciso di riprendere in mano questo testo dopo anni, di averlo stravolto, per poi affidarlo al pubblico. Questi personaggi meritano di essere conosciuti da quante più persone possibile.
A distanza di ore, ho ancora addosso la sensazione di dolcezza che mi ha trasmesso questo romanzo.


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