Autrice: Veronica Variati
Titolo: La danza del ciliegio
Casa editrice: Libro/Mania (De Agostini)
Genere: Narrativa Contemporanea
Trama
Da una storia d’amore vera ambientata nel Giappone dei primi anni del Novecento.
Una nuova edizione aggiornata e completamente rivista dall’autrice.
Dopo l'ennesimo fidanzamento fallito, George Denison Morgan decide di andare il più lontano possibile. Il suo amico Samuel è a Kyōto per lavoro. È una città magica e a modo suo accogliente: decide così di partire subito. Dal primo momento si sente ammaliato e accarezzato da quelle atmosfere così diverse da quelle a lui familiari. Arrivato a Kyōto, il suo amico lo porta a teatro ed è qui che per la prima volta vede le geishe: creature meravigliose è quello che pensa subito. Yuki Kato è la protagonista di questo spettacolo e George vuole solo sentire la sua voce, parlarle, afferrare quel fascino soprannaturale. Ci riuscirà?
Un romanzo che profuma di alberi di ciliegio e colpisce per la delicatezza e per la speranza che trasmette.
Una nuova edizione aggiornata e completamente rivista dall’autrice.
Dopo l'ennesimo fidanzamento fallito, George Denison Morgan decide di andare il più lontano possibile. Il suo amico Samuel è a Kyōto per lavoro. È una città magica e a modo suo accogliente: decide così di partire subito. Dal primo momento si sente ammaliato e accarezzato da quelle atmosfere così diverse da quelle a lui familiari. Arrivato a Kyōto, il suo amico lo porta a teatro ed è qui che per la prima volta vede le geishe: creature meravigliose è quello che pensa subito. Yuki Kato è la protagonista di questo spettacolo e George vuole solo sentire la sua voce, parlarle, afferrare quel fascino soprannaturale. Ci riuscirà?
Un romanzo che profuma di alberi di ciliegio e colpisce per la delicatezza e per la speranza che trasmette.
Copia omaggio gentilmente fornita da Libro/Mania in cambio di una recensione onesta
RECENSIONE
Cari lettori!
La danza del ciliegio di Veronica Variati edito Libromania è riuscito a donarmi un po' di pace e meditazione, dopo giorni infernali e interminabili.
Sono rimasta molto colpita quando, a inizio libro, ho scoperto che la storia di Yuki e George è realmente accaduta: entrambi sono esistiti davvero. Purtroppo, come il tutto sia avvenuto resta un mistero; pertanto, grazie all’autrice, abbiamo potuto immaginare come due persone così diverse e distanti si siano innamorate tra le bellissime strade di Kioto, costellate da petali di ciliegio in fiore.
George Denison Morgan all’età di 28 anni è già uno degli uomini più influenti del territorio degli USA, grazie alla sua ricca famiglia ben conosciuta. Uomo d’affari, affascinante e intelligente, George vuole lasciare New York dopo un evento spiacevole e così decide di raggiungere il suo amico Samuel a Kioto, in Giappone.
Questa è la sua occasione per staccare la spina e immergersi completamente in un mondo nuovo, diverso dal suo, dal quale si sente ammaliato.
Il suo principale interesse, però, sarà presto una bellissima donna, Yuki Kato, che scoprirà essere una geisha. George non sa niente di queste artiste favolose, né della loro storia, così senza freni e misure, cercherà in tutti i modi di conoscerla perché una come lei non bisogna farsela scappare.
Una vicinanza tanto intima e confidenziale è qualcosa di inconcepibile tra giapponesi, ma questo infrangere ogni barriera e limite stabilito a me piace…
mi intriga… e non intendo affatto oppormi.
Con questo libro sono riuscita a viaggiare con la fantasia, immaginando di trovarmi in un posto magico, ricco di storia e di emozioni, bellezza ed eleganza.
Adoro leggere storie ambientate nei paesi orientali, soprattutto il Giappone, per cui nutro un interesse smisurato. In questo modo, riesco a staccarmi dalla realtà per entrare in una cultura tanto misteriosa quanto affascinante.
I miei occhi e i miei pensieri erano simili a quelli di George: la sua mentalità occidentale scruta con curiosità ciò che lo circonda. Anche io leggevo tra le pagine come una forsennata, perdendomi nelle descrizioni dei luoghi, delle abitudini giapponesi, immaginando con stupore e ammirazione quei kimono colorati e i ventagli lanciati in aria.
La danza del ciliegio non è solo una storia d’amore tormentata, ostile, proibita e passionale: qui emerge lo scontro tra culture diverse. Ho amato tantissimo le scene tra Yuki e George, dove nemmeno la differenza linguistica fungeva da barriera. I loro occhi parlavano, il loro sfiorarsi con discrezione e sensualità non aveva bisogno di voce. L’autrice è stata bravissima, soprattutto nella parte iniziale, a far emergere il loro interesse reciproco, l’attrazione, la chimica, le scintille tra i due tramite solo gli sguardi.
Un corteggiamento particolare, diverso, elegante; un rispetto oltre natura e un amore passionale contro ogni imprevisto e ostacolo.
Ci fissiamo a lungo, come se lasciassimo parlare gli occhi al posto nostro.
Quello che si dicono le nostre anime è indecifrabile anche per noi.
George è un personaggio che, seppur determinato, mostra una dolcezza, imbarazzo e discrezione tale da renderlo un gentiluomo a tutti gli effetti. Il suo essere rispettoso e galante si scontra, però, con la sua testardaggine: nonostante le lamentele del suo amico, a George poco importa delle tradizioni giapponesi o delle abitudini del posto. Lui agisce da occidentale, spesso provocando stupore a Oyuki la quale, però, non obietta mai. Nemmeno una volta.
È proprio questo suo modo di corteggiare che ammalia la Geisha. Lui è così diverso dagli uomini che conosce lei, è impulsivo, passionale e sprigiona fascino da tutti i pori.
Ho riso un sacco quando Samuel lo riprendeva a causa del suo atteggiamento “irrispettoso”, quando un bacia mano di troppo e uno sguardo insistente scioccavano il mondo intero ma che a Yuki, tutto questo, faceva letteralmente impazzire. E anche a me.
A tratti l’ho trovato troppo autoritario e impulsivo, ma alla fine ho ben capito che a uno come George fa paura quando le cose che ami le vedi scivolare dalle dita, soprattutto dopo aver impiegato tempo e sudore per tenerle strette.
«La tua intera persona, Oyuki, è una danza del ciliegio, tu sei ammaliante e raffinata, mi rapisci con le tue movenze flessuose e il tuo esprimerti sinuoso, e quando non ti vedo tutto il mio mondo si spegne».
Oyuki è colei che, in questo libro, ho amato più di ogni altra cosa. Un personaggio stupendo, mozzafiato, di un’eleganza raffinata e micidiale.
Inizialmente credevo fosse un tantino presuntuosa e piena di sé, ma questo suo modo di fare è solo una maschera che nasconde una grande fragilità e paura. Paura di non raggiungere i suoi obiettivi, di essere da meno.
Oyuki è un a geisha e a una geisha non è permesso amare. È questo ciò che rende intrigante la storia perché con George si avvertirà quel leggero sentore di proibito nell’aria, ammiccante e nello stesso tempo pericoloso.
Il suo essere ribelle, dal caratterino impertinente ma nello stesso tempo sensibile e con la voglia di essere amata l’ha resa spettacolare ai miei occhi. Ancor di più quando, nonostante l’amore per George, pensi comunque al suo bene e non cada facilmente nelle braccia del bell’americano.
Sì, è una donna forte che combatte per i suoi desideri, ma la sua fragilità uscirà fuori molte volte e, in quei momenti, avrete voglia soltanto di abbracciarla.
«Cosa devo fare con te, Oyuki?»
«George, quello che tu vuoi da me è impossibile.
Io sono una geisha, non sono una donna libera.
Soprattutto non sono libera di amare».
Il libro è scritto benissimo: le descrizioni dettagliate, esaustive, non risultano mai pesanti grazie allo stile semplice, lineare, scorrevole. La prima parte è più scorrevole e avvincente, dove il lettore è all’oscuro di alcune vicende e si perde nella conoscenza intrigante dei protagonisti; la seconda parte è un po’ più lenta e monotona, ci ho messo più tempo a leggerla fino al colpo di scena finale che mi ha spiazzata.
La Variati ha saputo ben alternare le sequenze dialogate con quelle narrative e riflessive, ha saputo dar voce ai suoi personaggi, a caratterizzarli bene, a renderli realistici, imperfetto, con i loro caratteri forti e ribelli, testardi.
Oyuki e George sono molto simili: entrambi sanno quello che vogliono e desiderano ottenerlo.
Ci sono stati dei comportamenti che non ho compreso, da ambedue le parti. Forse Oyuki l’ho trovata a volte incoerente, dovuto sicuramente alle sue fragilità e la paura di perdere tutto ciò che ha costruito fino a quel momento. D’altro canto George di certo non le darà tregua perché la sua ostinazione renderà poco facile la vita della bellissima Geisha.
È stato bellissimo, per me che amo il mondo delle Geishe, leggere la storia di Yuki, entrare con i suoi occhi nell’okyia e nelle case da tè.
Un giorno vorrei poter visitare il Giappone, ma soprattutto questi luoghi meravigliosi che hanno un sapore oscuro ma, nello stesso tempo, magico.




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