Bullet di Silvia Carbone | Recensione in anteprima

 



Autrice: Silvia Carbone
Titolo: Bullet
Serie: Skulls of Hell MC #2
Casa editrice: Self Publishing
Genere: Contemporary Romance / Biker Romance

Trama

I fratelli sono la mia famiglia.
Il club, la mia vita.
Sono il figlio di tutti.
E di nessuno.
Sfrontato, irriverente, pericoloso.
Sono la parte scanzonata del club.
Ma il mio passato mi perseguita.
E lei lo capirà.
Kendall Brown è adrenalina e passione.
Due occhi capaci di far perdere la ragione a qualsiasi uomo.
Pelle tatuata come un meraviglioso quadro.
Corpo peccaminoso in cui vorrei sprofondare.
Lei parla alla mia anima.
Io vorrei solo riuscire a toccare la sua.
Mi chiamo Thomas Patel, nuovo Vicepresidente degli Skulls of Hell.
Le fiamme dell’inferno sono la mia condanna.
La pace che bramo è solo tra le sue braccia.
E tutto ciò che voglio è riuscire a stringerla più forte.



Copia omaggio gentilmente fornita dall'autrice in cambio di una recensione onesta

RECENSIONE

Buongiorno lettori!
Come state? Spesso e soprattutto nel periodo difficile che stiamo vivendo, attraversiamo dei momenti in cui vedere la luce in fondo al tunnel non è semplice. Un romanzo che mi ha tenuto compagnia in questi giorni e che mi ha donato diverse emozioni e tanti sorrisi è Bullet di Silvia Carbone, secondo volume della serie Skulls of Hell MC, di cui adesso vi parlo con grande piacere.

«Non credo siano cose che mi riguardano,» sbuffai davanti a quella rivelazione e con la sensazione del suo corpo possente appoggiato ancora al mio.
«Ti riguardano perché sei gelosa.» Quel sorriso seducente mi faceva sempre tremare le gambe.
«Non lo sono,» incrociai le braccia al petto. «Mi hai rifiutato più volte, ricordi?»


La vita degli Skulls of Hell non è semplice, le loro giornate non trascorrono in modo tranquillo e sono costellate da grattacapi, che possono minare la sicurezza dei loro affari e mettere in pericolo le persone che amano. Lo sa bene il nostro nuovo Vicepresidente del club Thomas Patel, detto Bullet.
Ve lo ricordate? Abbiamo avuto modo di conoscerlo, seppur in modo superficiale, attraverso la storia di Shallow.
Thomas ha una sola priorità: la famiglia, la quale porta il colore della patch che adorna il suo giubbotto di pelle; per i suoi fratelli sarebbe disposto ad attraversare l'Inferno. In groppa alla sua moto, si sente il padrone del mondo e il suo trascorso lo ha forgiato per poter affrontare il tipo di vita che, adesso, conduce. Non ha mai avuto debolezze, fino a quando non è arrivata lei.
Kendall Brown vive di adrenalina e corre a bordo della sua Camaro nera, partecipando a gare clandestine, la fa sentire viva come poche altre cose. La velocità con cui affronta l'asfalto e le numerose vittorie conseguite, le hanno fatto conquistare il rispetto dei vari partecipanti e il soprannome di Daring. Kendall non conosce il suo passato; ha perso suo padre quando era solo una bambina di cinque anni e sua madre si è sempre rifiutata di parlarle della vita che quell'uomo conduceva. Di lui le resta solo una scatola piena di ricordi e un logo sbiadito che sembra quello di una gang.
Ma il passato torna sempre per riscuotere il conto e la nostra Daring lo scoprirà venendo catapultata in un mondo che non è il suo; un mondo fatto di motociclette cromate e biker prepotenti.

Kendall era come uno tsunami arrivata a incasinarmi la testa, avevo perso il mio controllo con lei, ero diventato possessivo senza nemmeno rendermene conto.


Quando finii il primo libro della serie, Shallow, pensai che sarebbe stato difficile eguagliare le vicende e la storia che l'autrice aveva messo in scena. Arrivata all'ultima pagina di Bullet, non potrei essere più felice di essermi sbagliata.
Thomas, come ho già detto all'inizio, lo avevamo conosciuto in modo del tutto superficiale in Shallow, come giusto che fosse, perché la voce narrante non era la sua.
Ho sempre pensato che fosse il giullare della gang, quello che sdrammatizza sempre e comunque, anche le situazioni più tese e avevo ragione. Bullet è fantastico ed è un uomo che ha fatto del sarcasmo il suo stile di vita, ma il suo far sorridere se stesso e gli altri non è sinonimo di una vita spensierata. Spesso, chi assume questi atteggiamenti, sa cosa vuol dire il vero dolore e nasconderlo dietro un sorriso è la scelta più semplice.
Mi sono innamorata di questo personaggio: della sua prepotenza, della sua lealtà, del rispetto che esige e che dà solo a chi secondo lui merita di averlo. Thomas ha un fascino letale e spietato, un cartello con la scritta “pericolo” che punta direttamente la freccia su di lui; è un biker, e come tale non ha paura di niente e di nessuno ed è pronto a tutto per farsi giustizia.
A questo suo carattere tormentato, però, se ne affianca un altro, quello buono che lo ha reso meraviglioso ai miei occhi, umano. Vedere questo lato tenero e coccolone, su un uomo tutto d'un pezzo come lui, ha avuto il potere di farmi capitolare. Bullet è luce ed ombra che si amalgamano insieme, creando un miscuglio in cui questi due elementi non cercano di prevaricare uno sull'altro, ma semplicemente coesistono, in un modo che ho trovato armonioso e raffinato.
Ho amato Thomas, tutto di lui, ma specialmente il modo in cui tratta Kendall, con riverenza come se fosse un gioiello prezioso, e il rapporto fantastico che ha con i suoi fratelli motociclisti. L'aria che si respira tra le pagine è quella di una grande famiglia in cui nessuno è lasciato al proprio destino; dove un problema non riguarda solo la singola persona, ma tutto il gruppo.

«L’unica amica da cui voglio qualcosa sei tu, e stanotte doveva essere nostra. Invece, siamo qui a discutere.» Aprii le braccia, disposto a mettermi a nudo. «Sono questo. Tu vedi morti, dove tento di difendere la mia famiglia. Vedi tortura, dove esigo vendetta per le persone che amo. Vedi crudeltà, dove cerco rispetto. Tu non mi vedi davvero, Ken. Vedi un uomo, ma sono un biker. So essere solo un biker, e desidero essere solo questo.»


E poi c'è Kendall, è qui che le lacrime iniziano a bagnarmi gli occhi. Questa ragazza, con il suo essere contemporaneamente dolce e battagliera, non solo è stata capace di mettere in ginocchio il Vicepresidente degli Skulls, ma ha conquistato anche me. La mia affinità con Kendall l'ho avvertita fin dalle prime pagine e l'unica spiegazione che riesco a darmi è che il suo personaggio ha saputo parlare direttamente alla mia anima, come se avesse una corsia del tutto preferenziale. Ho sentito mie le sue emozioni, soprattutto la sua vulnerabilità e il suo voler essere parte di una famiglia che, in precedenza, non aveva mai avuto. Il senso di protezione e l'affetto che gli Skulls hanno nei suoi confronti è encomiabile e più di una volta mi sono commossa.
Il romanzo è narrato attraverso i punti di vista di entrambi i protagonisti per poter capire a trecentosessanta gradi le varie vicende. Lo stile dell'autrice, nel corso degli anni, ha subito una forte crescita diventando molto più scorrevole, coinvolgente e passionale; così come la maturità acquisita dagli stessi personaggi durante il corso del romanzo. Ho osservato Shallow prendere in mano le redini di quella che è la sua eredità, da vero presidente, affrontare situazioni in modo magistrale e la sua Reese fargli da spalla come una regina, la sua regina.
Ho assistito ai cambiamenti di Jaylen e del fardello che si porta dentro, e quelli del giovane Dude, entrato a far parte del mondo dei biker da poco, ma già pronto a tutto per i suoi nuovi fratelli.
E, infine, ho visto Kendall e Thomas crescere davanti ai miei occhi, prima singolarmente e poi come coppia, e veder mutare il modo in cui prima osservavano la vita. Perché quando si ha qualcuno al proprio fianco la visione di quello che ci circonda cambia, inevitabilmente.
Un romanzo intenso, passionale, misterioso ed energico. Ricco di colpi di scena che lasceranno il lettore senza fiato e pieno d'amore, il sentimento più antico del mondo, nelle sue più varie sfaccettature.
Se non fosse ancora chiaro, non vi sto consigliando di leggere questo romanzo, ve lo sto imponendo così come la sua storia si è impressa con forza sul mio cuore lasciando il segno degli Skulls of Hell.


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