Cari lettori,
oggi vi parlo di Tutto il blu che parla di noi di Naike Ror, edito della Amazon Publishing. Pronti a immergervi in un mondo fatto di colori e misteri? Allora venite con me!
Titolo: Tutto il blu che parla di noi
Serie: I colori dell'amore #1
Casa editrice: Amazon Publishing
Genere: Contemporary Romance
Trama: Una ragazza giovane e insicura, un uomo freddo e deciso, una passione travolgente e rischiosa
La giovane e bella Faith Howard Moore ha una grande passione: la pittura. Dipinge con le dita, usa sempre il blu e solo di fronte a una tela riesce a sentirsi libera e felice. La sua famiglia, tuttavia, ha ben altri piani per lei. Gli Howard Moore sono una celebre dinastia di diplomatici statunitensi, che non può permetterle di perdersi tra vernici e scarabocchi. Così Faith viene spedita a Parigi per uno stage presso l’ambasciata americana, dove dovrà prepararsi allo studio delle scienze politiche.
Parigi, però, è anche la città dei grandi musei, degli artisti bohémien e soprattutto... la città dell’amore. All’ambasciata, infatti, lavora Terence Fareed Wilkinson, un ricco affarista metà americano e metà persiano. Fisico mozzafiato, occhi di smeraldo, anche lui è un pittore e un amante dell’arte. Ed ecco che scatta implacabile il colpo di fulmine.
Ma se Faith nascondesse a Fareed di essere l’erede dei famosi Howard Moore? E se anche lui celasse un segreto tanto oscuro da poter allontanare Faith?
La giovane e bella Faith Howard Moore ha una grande passione: la pittura. Dipinge con le dita, usa sempre il blu e solo di fronte a una tela riesce a sentirsi libera e felice. La sua famiglia, tuttavia, ha ben altri piani per lei. Gli Howard Moore sono una celebre dinastia di diplomatici statunitensi, che non può permetterle di perdersi tra vernici e scarabocchi. Così Faith viene spedita a Parigi per uno stage presso l’ambasciata americana, dove dovrà prepararsi allo studio delle scienze politiche.
Parigi, però, è anche la città dei grandi musei, degli artisti bohémien e soprattutto... la città dell’amore. All’ambasciata, infatti, lavora Terence Fareed Wilkinson, un ricco affarista metà americano e metà persiano. Fisico mozzafiato, occhi di smeraldo, anche lui è un pittore e un amante dell’arte. Ed ecco che scatta implacabile il colpo di fulmine.
Ma se Faith nascondesse a Fareed di essere l’erede dei famosi Howard Moore? E se anche lui celasse un segreto tanto oscuro da poter allontanare Faith?
RECENSIONE
Quello che mi ha colpito in primis di questo libro è stato il riferimento ad un colore particolare, il blu, perché è il colore che amo in assoluto insieme alle sue sfumature da quelle più chiare a quelle più scure. E quando la trama mi parlava di una ragazza amante dell’arte, già immaginavo i suoi vestiti e le sue piccole mani sporche di quella tempera bluastra, magari anche qualche ciocca di capelli come se di tutto il resto non gliene importasse niente.
E così è stato.
«E non devi mai dimenticarti chi sei.»
«Quando lo dimentico c'è sempre qualcuno che me lo ricorda.»
Faith Howard Moor è una diciottenne appartenente ad una delle più celebri dinastie di diplomatici americane e pronta ad andare a Parigi per uno stage presso l’ambasciata francese. L’obiettivo è quello di arrivare alla Columbia per intraprendere la facoltà di scienze politiche, così come la sua famiglia ha precedentemente fatto. È un sogno che si realizza, un evento che tutti attendono, tutti tranne Faith. A lei non importa un fico secco di essere diplomatica, di essere perfettamente in tiro per ogni evenienza e di diventare macchietta uguale ai Howard Moor. Faith è una piccola donna educata e gentile, sempre rispettosa con sua madre e obbediente, ma dentro il suo cuore giace un piccolo fuoco che arde e avanza sempre di più mischiandosi ad una ribellione tanto desiderata quanto temuta. Così quando non ha più voglia di sentirli parlare, scappa nella sua tenuta e fa quello che ama di più al mondo: dipingere. Prende la sua tela, prepara esclusivamente le sfumature del blu e intinge le sue dita all’interno di esse creando contrasti armonici e suadenti. È in quel momento che Faith si sente in pace, si sente sé stessa ed è in quel momento che la sua anima viene fuori, grazie a quei colori che si intrecciano formando mano a mano un’opera d’arte. Quella tela e quelle sfumature cromatiche bluastre sono una via d’uscita da una vita monotona e noiosa che le è stata imposta, una vita prevedibile a cui non può dar voce.
"Più passava il tempo davanti alla tela, più si isolava dal mondo che la circondava, del tutto libera di potersi esprimere: la pittura, i colori, il creare qualcosa che potesse segnare i momenti l'avevano sempre tratta in salvo, sempre aiutata a tollerare una vita che non amava, un'esistenza fatta di scelte prese da altri."
Allo stage di Parigi lavorerà duramente presso l’ambasciata in modo da poter terminare in fretta le ore lavorative ed è proprio lì che incontrerà Terence Fareed Wilkinson, un affarista bellissimo e impostato, metà americano e metà persiano, con la pelle scura e gli occhi di un verde magnetico e glaciale.
È bello come Naike abbia improntato la loro conoscenza perché Faith e Fareed non potrebbero essere più diversi, sono come il giorno e la notte, come il ghiaccio e il fuoco, ma c’è una cosa che anche Fareed ama fare fuori dalla sua vita da ricco di famiglia: armeggiare con i pennelli sulla tela.
La pittura e l’arte sarà il punto di incontro dei due protagonisti, i quali inizieranno a punzecchiarsi e a lanciarsi frecciatine, giudizi e frasi poco carine. Faith rimarrà incantata fin dall’inizio da quest’uomo stupendo e affascinante, così serio e deciso, autoritario e misterioso che con i suoi gesti e andamenti eleganti farà breccia nel suo cuore vuoto e trepidante. Fareed si approccia con Faith con estrema rigidità e compostezza, non lascia trapelare emozioni, i suoi occhi sono freddi e impenetrabili, sembrano due pietre preziose, due smeraldi che hanno perso il loro valore, la loro brillantezza e la luce che li rendeva felici e sorridenti. Cercherà in tutti i modi di non addentrarsi nelle timide parole di Faith, ma senza ottimi risultati. Il cuore di Fareed sarà imperlato di irritazione e se ne preoccuperà all'istante perché, quando l'indifferenza va a quel paese, quando è sostituita anche da un sentimento negativo, è lì che il gioco si fa duro e sei fottuto.
Gli piaceva e non solo perchè era bella. C'era qualcosa in lei che inizialmente lo aveva infastidito: quell'impronta di purezza quasi virginale del tutto anacronistica, quella traccia di spontaneità che però non era da imputare alla sua giovane età ; lei era realmente sincera ed era buona.
Il loro rapporto evolverà lentamente e, da un momento all’altro, i sentimenti fuoriusciranno da entrambe le parti, così da destabilizzare le loro giornate e i loro pensieri. Ma questo amore così puro e così armonioso è già sporco in partenza perché Faith e Fareed nascondono entrambi un grande segreto che se venisse a galla rovinerebbe ogni cosa.
Lo stile narrativo di Naike elegante e raffinato si adattava perfettamente al contesto, mentre leggevo paragonavo il succedersi delle parole ad una cornice d’oro ricca di intrecci armoniosi: ogni frase e ogni termine erano posizionati correttamente e tutto filava liscio senza un minimo errore, uno stile pulito, a mio gusto personale un po’ troppo, a volte avrei voluto si sporcasse di più ma probabilmente avrebbe stonato con la caratterizzazione dei personaggi e tutto il contorno.
La scrittura è sinuosa e leggiadra, il ritmo lento ma non troppo riesce a creare una concentrazione tale da fornire il giusto tempo ad ogni situazione. Naike Ror potrebbe viaggiare senza problemi in tutti i generi letterari perché quando una scrittrice ha talento innato deve essere riconosciuto.
Ho adorato la protagonista femminile dal primo momento: una dolcezza e insicurezza infinita che si incastra perfettamente con la sua ribellione e la sua voglia di essere libera di poter vivere come le pare. Le sue sensazioni e le sue emozioni le ho sentite dirette al cuore nonostante la storia fosse raccontata in terza persona e che di solito, a me, determina un distacco emotivo con i personaggi. Con Faith ho raggiunto quel legame immediatamente e avrei voluto abbracciarla forte mentre la vedevo rincorrere un amore sfuggente e pieno di insidie.
«Non sono arrabbiato con te, ma con me stesso.» Faith finalmente si arrese e lo fissò senza paura.
«Perché?»
«Perché ti ho conosciuta nel momento sbagliato» le confessò senza mezzi termini.
Non posso dire purtroppo lo stesso di Fareed che, anche nei momenti più dolci e passionali, non sono riuscita ad apprezzare. Spesso l’ho trovato troppo autoritario, sembrava più il padre di Faith che un uomo infatuato di una bella ragazza, ma poi ho capito che è proprio fatto così. Fareed è regale e raffinato, non si sbilancia troppo e anche quando quel pizzico di istinto esce fuori cerca in tutti i modi di controllarlo. L’ho odiato inizialmente poi è riuscito a riscattarsi con il tempo!
«Mia madre dice sempre che ci sono quattro cose che ogni persona ha più di quello che pensa: i peccati, i debiti, gli anni e i nemici. Da quando ti ho conosciuta, Faith, tutte queste cose sono aumentate a dismisura» [...] «E il problema è che non mi importa»
Molti temi si intrecciano in questo racconto: la famiglia, l’amore, la vendetta, il rimpianto e la ribellione. Non gira tutto intorno alla storia di Faith e Fareed, ma accadono vicende molto importanti che li rende partecipi e che influiscono sulle vicende narrate. Le caratterizzazioni dei personaggi sono ben delineate e sono curiosa di sapere qualcosa in più sulla sorella di Faith, Katheleen che ho trovato odiosa e insopportabile, ma che nasconde qualcosa di più in quel cuore di pietra che mostra secondo me!
Una lettura che mi ha trasmesso tranquillità e curiosità, con un colpo di scena che -OMG!- mi ha lasciato di stucco e che mi ha preso alla sprovvista, lasciandomi trepidante in attesa del prossimo volume della serie!




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