La melodia delle piccole cose di Carlotta Pugi | Recensione


Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di un libro che farà cantare il vostro cuore come un usignolo. La melodia delle piccole cose di Carlotta Pugi, edito dalla Leggereditore.
Andiamo a conoscere Moonie e Justice!

Autrice: Carlotta Pugi

Titolo: La melodia delle piccole cose

Casa editrice: Leggereditore

Genere: Contemporary Romance

Trama: Cecilia Rachel Romano, per i fan di tutto il mondo Moonlight, è una popstar dalla voce potente, il ritmo nel sangue e un carattere esplosivo. Il suo tour mondiale è alle porte e dato il successo cui è destinata, la casa discografica le impone di collaborare con Ludovico J. Alberti, un genio della musica che sembra irritato tanto dalla sua ecletticità quanto dai suoi pezzi pop. Nonostante l’esuberanza dell’una e l’apparente invulnerabilità dell’altro, i due si trovano a convivere sotto lo stesso tetto, costretti in una collaborazione che ne metterà a dura prova i nervi. Nella meravigliosa cornice di Cortina d’Ampezzo, le loro personalità entrano in collisione, emergendo per quelle che sono: un vulcano con le ali da farfalla lei, un astro che sembra inamovibile lui.


RECENSIONE

‘Amare vuol dire soprattutto ascoltare il silenzio’
- Saint-Exupéry - 

Dopo mille respiri profondi sono pronta a mettere nero su bianco quello che provo. Ho deciso di iniziare questa storia nonostante altri impegni perché non potevo farne a meno, mi sono sentita attratta come se fossi Ulisse con le sirene. Questo romanzo è stato uno di quelli in cui prima ti colpisce il titolo e poi la storia ti annienta come se fossi una statua di ghiaccio sotto un sole cocente.

𝒜𝒸𝒸ℯ𝓉𝓉ℴ 𝓉𝓊𝓉𝓉ℴ 𝓆𝓊ℯ𝓁𝓁ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝓂𝒾 è 𝓈𝓉𝒶𝓉ℴ 𝒹𝒶𝓉ℴ, 𝓅ℯ𝓇𝒸𝒽é 𝒶𝓃𝒸𝒽ℯ 𝓈ℯ 𝒾𝓁 𝓅𝓇ℯ𝓏𝓏ℴ è 𝓈𝓉𝒶𝓉ℴ 𝒶𝓁𝓉ℴ, 𝓉𝓊𝓉𝓉ℴ 𝓂𝒾 𝒽𝒶 𝓅ℴ𝓇𝓉𝒶𝓉ℴ 𝒶 ℯ𝓈𝓈ℯ𝓇ℯ 𝓆𝓊ℯ𝓁𝓁ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝓈ℴ𝓃ℴ 𝒶𝒹ℯ𝓈𝓈ℴ.

Moonie è una delle cantanti più conosciute, premiate e seguite degli ultimi dieci anni. Una carriera che può solo ascendere sempre di più se non fosse per quel concerto in cui Moonie stecca malamente e poi si porta una mano alla gola. Cosa le succede? Ha chiesto troppo alle sue corde vocali, le ha sforzate e adesso, dopo varie operazioni, si ritrova a non poter emettere nemmeno il più piccolo dei suoni. Deve tenere a riposo per mesi la sua voce. L'unica cosa su cui Moonie si sia mai sentita sicura, l'unica sua ragione di vita. Cantare per lei è come vivere e non poterlo fare la fa sprofondare in un vortice di giornate tutte uguali, dove cerca di comunicare con gli altri tramite un sintetizzatore vocale o un semplice blocco note e si diletta a scrivere i pezzi che, forse, un giorno riuscirà di nuovo a incidere.

𝒩ℴ𝓃 𝒽ℴ 𝓂𝒶𝒾 𝒶𝓃𝒶𝓁𝒾𝓏𝓏𝒶𝓉ℴ 𝒷ℯ𝓃ℯ 𝒾𝓁 𝒸ℴ𝓃𝒸ℯ𝓉𝓉ℴ 𝒹𝒾 𝒹𝒾𝓈𝓉𝓇𝓊𝓏𝒾ℴ𝓃ℯ 𝒻𝒾𝓃 𝓆𝓊𝒶𝓃𝒹ℴ 𝓂𝒾𝒶 𝓂𝒶𝒹𝓇ℯ 𝓂𝒾 𝒽𝒶 ℊ𝓊𝒶𝓇𝒹𝒶𝓉𝒶 𝒹𝓇𝒾𝓉𝓉𝒶 𝓃ℯℊ𝓁𝒾 ℴ𝒸𝒸𝒽𝒾 ℯ 𝓂𝒾 𝒽𝒶 𝒹ℯ𝓉𝓉ℴ: «𝒮ℯ𝒾 𝒹𝒾𝓈𝓉𝓇𝓊𝓉𝓉𝒶, 𝓉ℯ𝓈ℴ𝓇ℴ 𝓂𝒾ℴ, ℯ 𝒶𝓃𝒸𝒽ℯ 𝓈ℯ 𝓂𝒾 𝓈𝓉𝓇𝒶𝓅𝓅𝒶 𝒾𝓁 𝒸𝓊ℴ𝓇ℯ 𝒹𝒾𝓇𝓉ℯ𝓁ℴ... 𝓈ℯ 𝓇𝒾𝓂𝒶𝓃𝒾 𝓆𝓊𝒾 è 𝓅ℯℊℊ𝒾ℴ.»

Fuori alla porta di una villa a Cortina, di proprietà della sua attuale casa discografica e dove Moonie alloggia insieme alla sua migliore amica di una vita, Regina, si presenta Justice.
Justice, un genio della musica, che ha suonato precedentemente dei pezzi con lei; Justice che sembra un algido artista chiuso nel suo mondo; Justice che non sembra provare simpatia per la nostra protagonista. Moonie e Justice si ritroveranno a convivere sotto lo stesso tetto e, tra le loro personalità del tutto diverse e i loro caratteri particolari, si preannuncia essere una convivenza da bomba nucleare. Bomba che li dividerà oppure li farà incendiare? Ma soprattutto a cosa è dovuta quella scintilla di mistero negli occhi di Justice? Cosa nasconde?.

«ℳ𝒾 𝒸𝒽𝒾ℯ𝒹ℯ𝓋ℴ 𝓈ℯ 𝓉𝒾 𝒶𝒷𝒷𝒾𝒶𝓃ℴ 𝓂𝒶𝒾 𝓈𝓊ℊℊℯ𝓇𝒾𝓉ℴ 𝒹𝒾 𝓉𝓇𝒶𝓈𝒻ℴ𝓇𝓂𝒶𝓇ℯ 𝒾𝓃 𝓈𝓊ℴ𝓃ℴ 𝓆𝓊ℯ𝓁𝓁ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝒽𝒶𝒾 𝒹ℯ𝓃𝓉𝓇ℴ 𝒶𝒹ℯ𝓈𝓈ℴ.»
ℛ𝒾𝓂𝒶𝓃ℊℴ 𝓉𝓇ℯ𝓂ℯ𝓃𝒹𝒶𝓂ℯ𝓃𝓉ℯ 𝓈ℯ𝓇𝒾𝒶. ℐ𝓁 𝓈𝒶𝓃ℊ𝓊ℯ ℊℯ𝓁𝒶𝓉ℴ. 𝒢𝓁𝒾 𝓅𝓇ℯ𝓃𝒹ℴ 𝓊𝓃𝒶 𝓂𝒶𝓃ℴ ℯ 𝓈𝒸𝓇𝒾𝓋ℴ 𝒹𝒾𝓇ℯ𝓉𝓉𝒶𝓂ℯ𝓃𝓉ℯ 𝓈𝓊𝓁 𝓈𝓊ℴ 𝓅𝒶𝓁𝓂ℴ. «𝒩ℴ𝓃 𝒽𝒶𝒾 𝒾𝒹ℯ𝒶 𝒹𝒾 𝓆𝓊ℯ𝓁𝓁ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝒽ℴ 𝒹ℯ𝓃𝓉𝓇ℴ.»
𝒮ℴ𝓃ℴ 𝓉𝓇ℴ𝓅𝓅ℴ 𝓋𝒾𝒸𝒾𝓃𝒶. ℰ 𝓁𝓊𝒾 è 𝓉𝓇ℴ𝓅𝓅ℴ 𝒸𝒶𝓁𝒹ℴ. ℋ𝒶 𝓊𝓃 𝓅𝓇ℴ𝒻𝓊𝓂ℴ 𝓉𝓇ℴ𝓅𝓅ℴ 𝒷𝓊ℴ𝓃ℴ. 𝒮𝒶 𝒹𝒾 𝒷𝒶ℊ𝓃ℴ𝓈𝒸𝒽𝒾𝓊𝓂𝒶, 𝒹𝒾 𝓊ℴ𝓂ℴ 𝓅𝓊𝓁𝒾𝓉ℴ ℯ 𝓈𝒶𝓃ℴ. 𝒮𝒶 𝒹𝒾 𝓈ℯ𝓈𝓈ℴ. ℒℴ 𝓈ℊ𝓊𝒶𝓇𝒹ℴ è 𝓅ℯ𝓃ℯ𝓉𝓇𝒶𝓃𝓉ℯ, 𝒾𝓃𝓉𝒾𝓂𝒾𝒹𝒶𝓉ℴ𝓇𝒾ℴ, 𝓈𝓅𝒾𝒶𝓏𝓏𝒶𝓃𝓉ℯ.
«𝒩ℴ, 𝓂𝒶 𝓈𝒶𝓇ℯ𝒾 𝒹𝒶𝓋𝓋ℯ𝓇ℴ 𝒸𝓊𝓇𝒾ℴ𝓈ℴ 𝒹𝒾 𝓈𝒸ℴ𝓅𝓇𝒾𝓇𝓁ℴ» 𝓈𝓊𝓈𝓈𝓊𝓇𝓇𝒶 𝒸ℴ𝓃 𝓁ℯ ℴ𝓉𝓉𝒶𝓋ℯ 𝒷𝒶𝓈𝓈ℯ ℯ 𝓅𝓇ℴ𝒻ℴ𝓃𝒹ℯ.

Quando non si può usare la voce per comunicare, siamo davvero in grado di ascoltare la melodia del cuore?

ℐℴ 𝓂𝒾 𝓁𝒶𝓈𝒸𝒾ℴ 𝓅ℴ𝓈𝓈ℯ𝒹ℯ𝓇ℯ 𝒹𝒶𝓁𝓁𝒶 𝓂𝓊𝓈𝒾𝒸𝒶, 𝓂𝒶 𝒥𝓊𝓈𝓉𝒾𝒸ℯ è 𝓁𝒶 𝓂𝓊𝓈𝒾𝒸𝒶 𝓈𝓉ℯ𝓈𝓈𝒶.

Ho i brividi che mi corrono sulla pelle se penso all'intensità e alla bellezza di questa storia. Un romanzo dove trovare la sicurezza in se stessi conta più di qualsiasi altra cosa. Basta farsi condizionare, basta accontentare gli altri. Arriva un punto nella vita di ciascuno di noi in cui bisogna fare l'upgrade, abbandonare le vecchie abitudini e paure e passare a una versione di noi migliore, la 2.0. Una versione di cui andare fieri, una versione che sa quanto sia importante camminare da soli.

«ℋℴ 𝓅𝓇ℴ𝓋𝒶𝓉ℴ 𝒶 𝓉ℯ𝓃ℯ𝓇𝓉𝒾 𝒶 𝒹𝒾𝓈𝓉𝒶𝓃𝓏𝒶, 𝒽ℴ 𝓁ℴ𝓉𝓉𝒶𝓉ℴ 𝒸ℴ𝓃𝓉𝓇ℴ 𝒾𝓁 𝓂𝒾ℴ 𝒸𝓊ℴ𝓇ℯ, 𝓂𝒶 𝓉𝓊 𝓈ℯ𝒾 𝓊𝓃 𝒸𝒶𝓂𝒶𝓁ℯℴ𝓃𝓉ℯ.»
«𝒩ℴ𝓃 𝓋ℴℊ𝓁𝒾ℴ ℯ𝓈𝓈ℯ𝓇ℯ 𝓊𝓃 𝒸𝒶𝓂𝒶𝓁ℯℴ𝓃𝓉ℯ.»
«ℰ 𝒾𝓃𝓋ℯ𝒸ℯ 𝒹ℯ𝓋𝒾 𝒶𝒸𝒸ℯ𝓉𝓉𝒶𝓇ℯ 𝓆𝓊ℯ𝓈𝓉ℴ 𝓉𝓊ℴ ℯ𝓈𝓈ℯ𝓇ℯ 𝒷𝓇𝒾𝓁𝓁𝒶𝓃𝓉ℯ, 𝒶𝓅𝓅𝒶𝓈𝓈𝒾ℴ𝓃𝒶𝓉𝒶 ℯ 𝒶𝓅ℯ𝓇𝓉𝒶 ℯ 𝒶𝓁 𝒸ℴ𝓃𝓉ℯ𝓂𝓅ℴ 𝓇𝒾𝒻𝓁ℯ𝓈𝓈𝒾𝓋𝒶 ℯ 𝒾𝓃𝓉𝓇ℴ𝓈𝓅ℯ𝓉𝓉𝒾𝓋𝒶 ℯ 𝒶𝓁𝓉𝓇𝒾 𝓂𝒾𝓁𝒾𝒶𝓇𝒹𝒾 𝒹𝒾 𝒸ℴ𝓈ℯ. ℐℴ 𝓈ℴ 𝒸𝒽𝒾 𝓈ℯ𝒾: 𝓈ℯ𝒾 𝓉𝓊𝓉𝓉ℯ 𝓁ℯ 𝒸ℴ𝓈ℯ 𝒸𝒽ℯ 𝒾𝓁 𝓅𝓇ℯ𝓈ℯ𝓃𝓉ℯ 𝓉𝒾 𝒻𝒶 𝓋𝒾𝓋ℯ𝓇ℯ. ℐ𝓂𝓅𝒶𝓇𝒶 𝒶𝒹 𝒶𝓂𝒶𝓇ℯ 𝓉𝓊𝓉𝓉𝒾 𝒾 𝓉𝓊ℴ𝒾 𝒸ℴ𝓁ℴ𝓇𝒾, 𝓉𝓊𝓉𝓉ℯ 𝓁ℯ 𝓈𝒻𝓊𝓂𝒶𝓉𝓊𝓇ℯ, 𝓉𝓊𝓉𝓉ℯ 𝓁ℯ 𝓉𝓊ℯ 𝓉ℴ𝓃𝒶𝓁𝒾𝓉à. 𝒜 𝓂ℯ è 𝓋ℯ𝓃𝓊𝓉ℴ 𝓃𝒶𝓉𝓊𝓇𝒶𝓁ℯ.»

Justice e Moonie mi hanno emozionata, la loro storia mi ha scavato dentro. Il modo in cui è scritto il romanzo, concentrandosi molto sul lato introspettivo, ci permette di sentirci molto vicini alle sensazioni che provano i personaggi, sembra quasi di viverle in prima persona e porta ad affezionarsi ai protagonisti in una maniera morbosa che rende difficile il distacco una volta finite le pagine. Avrei voluto non separarmi mai da loro. Tutti questi aspetti si sommano e creano una sinfonia che rendono perfetto questo romanzo. Ho amato la crescita di Moonie, ho amato la trasformazione di Justice che avviene gradualmente sotto i nostri occhi. Adoro, soprattutto perché sento il polso accelerare quando ci penso, che l'amore sia in grado di far battere due cuori all'unisono, intrecciandoli e forgiandoli a suo piacimento con la sua forza.

«𝒫ℯ𝓇𝒸𝒽é 𝓂𝒾 𝒽𝒶𝒾 𝒹ℯ𝓉𝓉ℴ ‘𝓉𝒾 𝒶𝓂ℴ’ 𝒾𝓃 𝒾𝓉𝒶𝓁𝒾𝒶𝓃ℴ?»
ℐ𝓁 𝓈𝒾𝓁ℯ𝓃𝓏𝒾ℴ 𝒹𝒾𝓋ℯ𝓃𝓉𝒶 𝒸ℴ𝓈ì 𝓅𝓇ℴ𝒻ℴ𝓃𝒹ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝓅ℴ𝓉𝓇ℯ𝒾 ℴ𝓇𝒾ℊ𝓁𝒾𝒶𝓇ℯ 𝓁ℯ 𝒶𝓁𝓉𝓇ℯ 𝒸ℴ𝓃𝓋ℯ𝓇𝓈𝒶𝓏𝒾ℴ𝓃𝒾 𝒾𝓃 𝓁𝒾𝓃ℯ𝒶 𝓈𝓊𝓁𝓁𝒶 𝓃ℴ𝓈𝓉𝓇𝒶 𝓈𝓉ℯ𝓈𝓈𝒶 𝒸ℯ𝓁𝓁𝒶.
«ℒ𝒶 𝓂𝒶ℊℊ𝒾ℴ𝓇 𝓅𝒶𝓇𝓉ℯ 𝒹ℯ𝓁𝓁ℯ 𝓁𝒾𝓃ℊ𝓊ℯ 𝒹ℯ𝓁 𝓂ℴ𝓃𝒹ℴ 𝓃ℴ𝓃 𝒻𝒶𝓃𝓃ℴ 𝒹𝒾𝓈𝓉𝒾𝓃𝓏𝒾ℴ𝓃ℯ 𝓉𝓇𝒶 𝒾 𝓈ℯ𝓃𝓉𝒾𝓂ℯ𝓃𝓉𝒾. ℰ𝓅𝓅𝓊𝓇ℯ 𝓈ℴ𝓃ℴ 𝒸ℴ𝓈ì 𝒹𝒾𝓋ℯ𝓇𝓈𝒾 𝒸𝒽ℯ 𝓆𝓊ℯ𝓈𝓉𝒶 ℊℯ𝓃ℯ𝓇𝒶𝓁𝒾𝓏𝓏𝒶𝓏𝒾ℴ𝓃ℯ è 𝒸ℴ𝓂ℯ 𝓊𝓃𝒶 𝒷ℯ𝓈𝓉ℯ𝓂𝓂𝒾𝒶» 𝓂ℴ𝓇𝓂ℴ𝓇𝒶 𝒸ℴ𝓃 𝓋ℴ𝒸ℯ 𝓈𝓂ℴ𝓇𝓏𝒶𝓉𝒶. «‘ℐ ℒℴ𝓋ℯ 𝓎ℴ𝓊’ 𝓅𝓊ò ℯ𝓈𝓈ℯ𝓇ℯ 𝒶𝓃𝒸𝒽ℯ ‘𝓉𝒾 𝓋ℴℊ𝓁𝒾ℴ 𝒷ℯ𝓃ℯ’, 𝓂𝒶 ℯ𝓈𝓅𝓇𝒾𝓂ℯ 𝒶𝒻𝒻ℯ𝓉𝓉ℴ... ℴ𝓅𝓅𝓊𝓇ℯ ‘𝓉𝒾 𝒶𝓂ℴ’ ℯ 𝓆𝓊ℯ𝓁𝓁ℴ è 𝓈𝒶𝒸𝓇ℴ, 𝒥𝓊𝓈. ℒ𝒶 𝒹𝒾𝒻𝒻ℯ𝓇ℯ𝓃𝓏𝒶 è 𝒾𝓂𝓂ℯ𝓃𝓈𝒶. ℐ𝓁 ‘𝓉𝒾 𝒶𝓂ℴ’ è 𝓇ℯ𝓃𝒹ℯ𝓇ℯ 𝒶 𝓅𝒶𝓇ℴ𝓁ℯ 𝓁’𝒶𝓂ℴ𝓇ℯ 𝓈𝓉ℯ𝓈𝓈ℴ, 𝒾 𝒻𝒾ℊ𝓁𝒾, 𝓁𝒶 𝒻𝒶𝓂𝒾ℊ𝓁𝒾𝒶, 𝓁𝒶 𝒸𝒶𝓈𝒶. ℒ𝒶 𝓈𝓅𝒾𝓃𝒶 𝒹ℴ𝓇𝓈𝒶𝓁ℯ 𝒹ℯ𝓁𝓁𝒶 𝓂ℴ𝓇𝒶𝓁ℯ 𝒹𝒾 𝓊𝓃𝒶 𝒸ℴ𝓅𝓅𝒾𝒶. ‘𝒯𝒾 𝒶𝓂ℴ’ è 𝓁𝒶 𝓂ℯ𝓁ℴ𝒹𝒾𝒶 𝒹ℯ𝓁𝓁ℯ 𝓅𝒾𝒸𝒸ℴ𝓁ℯ 𝒸ℴ𝓈ℯ 𝒹𝒾 𝒸𝓊𝒾 è 𝒻𝒶𝓉𝓉ℴ 𝓁’𝒶𝓂ℴ𝓇ℯ.»

Cercate una storia diversa in cui ogni singolo sentimento sia espresso in maniera magistrale? Durante la quale la vostra anima vibrerà come la cassa armonica di un pianoforte? L'avete davanti ai vostri occhi, la melodia delle piccole cose che non aspetta altro che cullare i vostri cuori con le sue note color arcobaleno.

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